Il libro contiene due racconti, entrambi riguardanti persone e vicende della Roma moderna.
Il primo, Il Marchese Del Grillo, parla di un nobile romano della seconda metà del XVIII secolo che, afferma l’Autore, fu “un personaggio storico, vero, realmente esistito”, anche se non se ne sono potuti accertare né nome, né data di nascita; la memoria delle sue imprese era però ancora viva a Roma presso il popolo alla fine del sec. XIX, al tempo del Giovagnoli.

Questo marchese aveva un carattere bizzarro; amava ideare degli scherzi, anche pesanti, e metterli in atto godendo degli effetti delle sue burle sulle malcapitate vittime. Queste spesso erano ebrei, verso i quali il Marchese nutriva una particolare avversione, ma in uno degli episodi narrati la burla ideata dal Marchese arrivò a lambire lo stesso papa Pio VI.

Il secondo racconto, Gaetanino, narra la storia di Gaetano Moroni, nato a Roma nel 1802, figlio di un barbiere, che, ancora ragazzo, per caso conobbe padre Mauro Cappellari, Abate generale dei Frati Camaldolesi, che lo prese a benvolere e lo tenne presso di sé come cameriere. Il giovane Gaetanino, dotato di una intelligenza vivace e di voglia di studiare e progredire, con l’aiuto del padrone si istruì e in breve si mutò da cameriere in fac-totum e consigliere del frate, il quale era portato dal suo carattere a utilizzare estesamente l’opera di Gaetanino, che gli consentiva di evitare fatica e noia. Quando poi il frate fu nel 1825 nominato cardinale, e infine nel 1831 eletto papa col nome di Gregorio XVI, Gaetanino, in quanto eminenza grigia del sovrano assoluto, si trovò a disporre di un potere ancora accresciuto, dal quale egli seppe trarre profitto per sé e la sua famiglia, facendosi pagare per i provvedimenti di governo da presentare al Papa per la firma.

Le due storie raccontate nel libro sono diverse per la natura dei personaggi e delle vicende; ma hanno in comune il riferimento alla corruzione dei costumi nella Roma dei papi, che l’Autore qua e là non manca di esprimere.

Sinossi a cura di Ruggero Volpes

Dall’incipit del libro:

Il Marchese Del Grillo, altri dicono Duca Del Grillo, fu un gentiluomo romano, nato fra il 1730 e il 1740 e morto verso il 1800, cioè più di ottant’anni fa.
Quantunque non mi sia riuscito di apprendere, per quante ricerche abbia fatto, il nome con cui egli fu battezzato, nè la data precisa della sua nascita, ho potuto verificare, dalle affermazioni recise dei suoi discendenti, che egli è un personaggio storico, vero, realmente esistito e che molte delle bizzarre avventure, dalla leggenda popolare unite al suo nome, fan parte effettivamente delle gesta compite da quest’uomo, che io sarei disposto a chiamare l’ultimo e il più stravagante dei feudatari romani.
Il Marchese — che era un po’ gobbo — era dotato di uno spirito originale, stravagante, bizzarro, argutissimo. Egli, era desideroso sempre di porre ad atto i più strani disegni: non badava a spese, non temeva i rumori e gli scandali; concepita un’idea voleva ad ogni costo mandarla ad effetto.
Egli è perciò che ricca di avventure graziosissime e di salaci burlette è la leggenda che si ricollega al suo nome. Forse non tutte le scappate, non tutte le gaie trovate, non tutti gli atroci tiri attribuiti al Marchese furono da esso effettivamente immaginati e compiti, ma fatta anche la debita parte alla fantasia popolare, resta sempre intorno al Marchese tanto di vero quanto basta a darci un’idea esatta del carattere, delle tendenze, delle stranezze di questo tipo di burlone nel quale si accoglievano e si fondevano, in curiosa armonia, l’alterezza del feudatario, i pregiudizi religiosi del cattolico, lo spirito mordace di Pasquino e una parte della calcolata finalità morale di Esopo.

Scarica gratis: Il Marchese del Grillo ; Gaetanino di Raffaello Giovagnoli.