Il centauro innamorato (Milano, Alpes, 1922) contiene alcuni racconti e un testo teatrale. Alcuni dei testi erano stati già pubblicati o vennero pubblicati singolarmente successivamente alla pubblicazione della raccolta. Tra questi Santa Russia, Il Cavalier servente. Commedia in un atto, Carota, Madonna Laura, Pietro e Paolo, Don Giovanni.
L’autore dedica una delle copie dell’opera, senza apporre una data ma quasi certamente nel 1922, a Gabriele D’Annunzio:
«a Gabriele d’Annunzio / con cuore immutato / devotamente / Mario Maria Martini»
in un momento in cui Martini tentava di “conciliare la Federazione Italiana Lavoratori del Mare con i Fasci”, proposito che egli aveva esposto in una lettera del 23 ottobre 1922 indirizzata al Vate da Gardone in attesa di essere ricevuto. Ma l’invito al Vittoriale degli Italiani non giunse.
Della raccolta Il centauro innamorato escono alcune recensioni. Mario Capocaccia, il critico de «Le Opere e i Giorni», la rivista che aveva pubblicato vari testi di Martini, scrive:
«Questo libro lascia nell’animo di chi legge una viva commozione e un senso di fresca meraviglia. Frutto, la prima, della poesia profonda e della intensità drammatica di cui volta a volta i vari episodi sono intessuti, frutto, la seconda, della mirabile facilità con cui lo scrittore – che è veramente e in questo punto artista – sa dare vita ai suoi racconti.» (in «Le Opere e i Giorni», I, 3, 1° maggio 1923, pp. 72-74)
Scrive una recensione anche Alessandro Varaldo:
«In volume di squisita veste, che fa onore alla Casa che lo ha edito, Mario Maria Martini raccoglie le sue novelle e vi aggiunge un atto in versi di sapore nostrano per quanto settecentesco. Ho fra le mani il volume, che s’apre, forse per accompagnare questa magnifica mattina della primavera tornata a suo tempo come in antico (che l’on. Mussolini faccia anche di questi miracoli?) sopra la novella che offre il titolo al libro.» (in «Caffaro», 4 aprile 1923, p. 1.)
Sinossi a cura di Claudia Pantanetti, Libera Biblioteca PG Terzi
Dall’incipit del libro:
— Dalli, dalli al mostro!… – Armati di bastoni, di forche, di falci i villani, già stanchi dell’inseguimento che durava dal mattino, salivano in disordine e ansimando i sentieri del monte, si chiamavano e s’incitavano a gran voce.
Ma la caccia languiva. Tra gli alberi radi, e già ben lontano, il centauro or compariva or scompariva, erto il capo chiomato sul torso possente, sull’equina schiena madida di sudore.
Si fermò sui quattro zoccoli, appoggiò una mano ad un ramo e con l’altra si lisciò il petto villoso, che tremava nel gran battere del cuore.
Il sole era a mezzo il cielo. Barbagli violenti avvampavano la pianura, che si spandeva a perdita d’occhio fino all’orizzonte, punteggiata dalle case degli uomini, pezzata di campi quadrati, solcata da un fiume sperduto nella lontananza.
Agrio non sentiva più le grida degli inseguitori. Scrutò il sentiero deserto, cercò tra le balze e nelle forre, tese l’orecchio tentando di cogliere e di riconoscere i minimi rumori.
Scarica gratis: Il centauro innamorato di Mario Maria Martini.

