Questo testo è la traduzione in italiano di una conferenza che Renan tenne alla Sorbona nel 1882. In esso l’Autore vuole definire l’essenza della nazione. Comincia con l’affermare ciò che non costituisce una nazione: essa non è data dalla comunanza della lingua, né della razza, della religione o della dipendenza da una dinastia sovrana; non è neppure definita dagli interessi economici o militari, né dalla condivisione di un territorio geograficamente delimitato.

Una popolazione, afferma Renan, costituisce una nazione se i suoi membri condividono un’eredità di gloria e di rimpianti per la storia passata e il desiderio di proseguire in futuro la vita in comune.

Conseguenza di ciò è che una nazione non ha il diritto di prendere con la forza un’altra provincia, senza che gli abitanti ne siano consultati: un’idea non nuova, ma certo non ovvia, nell’Europa del XIX secolo! E un’altra conseguenza – poiché le volontà degli uomini sono mutevoli – è che le nazioni possono mutare nel tempo, talché l’Autore arriva a intravedere, in un secolo futuro, una probabile confederazione europea.

Sinossi a cura di Ruggero Volpes

Dall’incipit del libro:

Io voglio che facciamo insieme l’analisi di un’idea la quale in apparenza è ben chiara, ma si presta ai più gravi malintesi. Le forme della Società umana sono svariatissime: grandi agglomeramenti d’uomini come la Cina, l’Egitto e la Babilonia più arcaica; – tribù come quelle degli Ebrei e degli Arabi; – città come Atene e Sparta; – riunioni di paesi diversi come quelle dell’impero achemenide, dell’impero romano, dell’impero carolingio; – comunità senza patria, sorrette dai vincoli religiosi, come quelle degli Israeliti e dei Parsi; – nazioni come la Francia, l’Inghilterra e la maggior parte dei moderni popoli autonomi ed europei; – confederazioni come la Svizzera e l’America; – parentele come quelle che la razza, o meglio la lingua, stabilirono tra i Germani e gli Slavi: ecco modi di aggruppamento che esistono tutti o hanno esistito, e che non possono essere confusi tra loro senza i più pericolosi inconvenienti. A l’epoca della rivoluzione francese, si credeva che le istituzioni di cittadine indipendenti come Sparta e Roma potessero applicarsi alle nostre grandi nazioni di trenta o quaranta milioni d’anime. Oggi si commette un più grave errore: si confonde la razza con la nazione, e si attribuisce a gruppi etnografici o piuttosto linguistici, una sovranità analoga a quella dei popoli che esistono di fatto.

Scarica gratis: Che cos’è una nazione? di Ernest Renan.