Questo libretto (1934) ha per autore Toddi, pseudonimo di Pietro Silvio Rivetta, un autore della prima metà del Novecento che svolse durante la sua vita molte e varie attività, nelle quali poté esplicare le sue molteplici attitudini.
Appassionato delle lingue straniere e conoscitore di diverse di esse, tra le quali il cinese e il giapponese, lavorò come diplomatico in Giappone e fu docente presso l’Istituto Orientale di Napoli; ma fu anche giornalista, regista e produttore di cinema, conduttore radiofonico, direttore del settimanale umoristico «Il Travaso delle Idee».
Come autore, oltre a diversi libri sulla lingua e la cultura dei paesi esteri conosciuti nei suoi viaggi, ma soprattutto sul Giappone, scrisse libri di narrativa di tono umoristico.
In questo Itinerarî bizzarri che porta il sottotitolo Curiosità italiche si sofferma piacevolmente su luoghi d’Italia caratteristici per la bizzarria del nome (Borgocollefegato, Isola delle Femmine) o dell’ubicazione (Campione d’Italia), o per qualche episodio notevole della loro storia (la persecuzione dei Valdesi di Guardia Piemontese), o curiosità del loro ambiente naturale (la lucertola azzurra di Ischia)…
Il libro si legge piacevolmente per lo stile scorrevole, segnato da frequenti incisi e aneddoti, tanto da non far pesare qualche frase che qua e là – a proposito o no – ricorda la grandezza di Roma e le conquiste del Regime fascista.
Sinossi a cura di Ruggero Volpes
Dall’incipit del libro:
Due genitori in un momento di ebbrezza letteraria, o uno zio padrino ricco e presuntuoso possono imporre a un neonato – e imporglielo per tutta la vita – il più strambo dei nomi.
Così, a Roma, curiosamente abbonda il nome femminile di Cleofe, che assai meglio si addice a un Faraone costruttor di piramidi.
La Santa Chiesa limita la facoltà di battezzare, costringendola tra i soli nomi che sian già santificati: ma non è detto che anche tra i beatissimi non vi sia gente che ebbe, in vita, nome alquanto bislacco, santificato con lodevoli azioni, ma non per ciò meno strambo.
L’onomastica geografica è generalmente assai più saggia; e un nome di città o di paese perdura soltanto per volontà di popolo. Le denominazioni bizzarre son rare ed hanno, almeno, una giustificazione.
Gli abitanti di Borgocollefegato continuano con legittimo orgoglio – dal ’300 – a chiamar così il loro borgo che è su un colle fatto a forma di fegato.
Ciò afferma, in essi, delle conoscenze anatomiche non comuni, giacchè non credo che siano molto numerosi i regnicoli i quali sappiano con esattezza quale sia la forma del fegato.
Scarica gratis: Itinerari bizzarri di Pietro Silvio Rivetta (alias Toddi).




