La crociata austriaca, francese, napolitana e spagnuola contro la Repubblica romana (titolo originale: La Croisade autrichienne, française, napolitaine, espagnole, contre la République romaine) èun opuscolo polemico pubblicato da Edgar Quinet nel 1849.
L’autore analizza criticamente la spedizione francese contro la Repubblica Romana, denunciandola come un tradimento dei valori rivoluzionari e della sovranità popolare. Accusa il governo francese (ed il presidente della Repubblica Luigi Buonaparte) di essersi trasformato in uno strumento della Santa Alleanza, collaborando con potenze assolute come l’Austria per soffocare la nascente nazionalitàitaliana.
Quinet usa il termine “crociata” per sottolineare la natura reazionaria e quasi religiosa della coalizione formata da Austria, Francia, Regno delle Due Sicilie (Napoli) e Spagna. Secondo l’autore, queste potenze non stanno solo combattendo una guerra politica, ma stanno soffocando il risveglio dei popoli e il principio di nazionalità in nome del vecchio ordine e del potere temporale del Papa (Pio IX). Tale atto è un “doppio assassinio”: quello della nazionalità italiana e quello della nazionalità ungherese (anch’essa in rivolta in quel periodo) e un “suicidio” politico e morale per la Francia stessa.
La critica colpisce l’ipocrisia di un regime repubblicano che impone una teocrazia autoritaria all’estero mentre professa la libertà in patria.
Infine, il discorso profetizza che il sangue versato dai martiri italiani diventerà il fondamento indistruttibile della futura indipendenza nazionale.
Sullo stesso argomento vedi anche, nella biblioteca di Liber Liber, i testi di Victor Hugo (La Costituente romana) e di Félix Pyat (Lettera agli elettori della Senna, dello Nièvre e dello Cher).
Sinossi a cura di Claudio Paganelli
Dall’incipit del libro:
I due governi che precessero quello della Repubblica caddero per essere entrati a parte della Sant’Alleanza. La Restaurazione ebbe la sua spedizione del 1823, con cui soffocò il liberalismo costituzionale della Spagna, e l’espiò nel 1830. Il governo di Luigi Filippo ebbe, nel 1837, la sua spedizione del Portogallo, colla quale distrusse la rivoluzione in quel paese, e l’espiò nel 1848. Dall’una all’altra di quelle imprese vi fu questo singolar progresso: che nella prima il governo della Restaurazione era almeno consentaneo al suo principio, ripristinando la legittimità; e nell’altra il governo della rivoluzione, sè stesso distruggeva atterrando a Lisbona il principio della rivoluzione francese.
Tale fu, dopo Waterloo, la politica della Sant’Alleanza: adoperare la Francia a stromento contro gli amici della Francia. Con ciò ottenevasi doppio scopo ad un tempo: primieramente, distruggere colle nostre mani i governi liberi; secondariamente, ritorcere a nostro disonore l’esito delle nostre imprese. Perciocchè i governi assoluti, mentre rimanevano fedeli alle loro dottrine, costringevano la Francia ad armarsi contro le sue; costringevanla a combattere contro le proprie convinzioni e le proprie leggi, non ignorando che nulla avevano fatto, se riusciti non fossero a degradarla colle sue apostasie, ed a rivolgere contro di sè medesima la propria spada.
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