Quest’azione sacra fu composta da Metastasio a Vienna su richiesta di Carlo VI. Fu eseguita per la prima volta nel 1735 in occasione della Settimana Santa, accompagnata dalla musica del compositore Giuseppe Porsile (Napoli, 1680 – Vienna, 1750), noto esponente della Scuola musicale napoletana.
La trama del libretto narra il momento più drammatico della storia, contenuta nella Genesi, del patriarca Giuseppe. Dopo essere stato venduto come schiavo anni prima dai fratelli, per varie vicende è diventato viceré d’Egitto. Durante una carestia, i fratelli si recano da lui per comprare grano, ignorando la sua nuova identità e implorando pietà. Giuseppe, ancora pieno di livore verso di loro, alla fine si lascia riconoscere e decide di non vendicarsi.
Il testo di Metastasio affronta i temi profondi del perdono, della fratellanza, della fede nella provvidenza divina e della riconciliazione.
Dall’incipit del libro:
GIUS.
Né degli Ebrei germani in Menfi ancora
Nessuno ritornò?
TAN. Nessun.
GIUS. Mandasti
Ad esplorar le vie?
TAN. Molti, ma in vano.
GIUS. Pur non è si lontano
Dalla valle di Mambre
Questo albergo real: da che partiro,
Potuto avrian più volte
Replicarne il cammino.
TAN. Io non comprendo,
Signor, perdona, il tuo pensier: né parmi
Che sian pochi pastori un degno oggetto
Di tante cure tue.
GIUS. (Non sa Tanete
Ch’io son germano a que’ pastori). Amico,
D’esser così schernito
Troppo mi spiacerebbe. Io lor commisi
Che il fanciul Beniamino, ultimo germe
Dell’antico Giacobbe,
Conducesser tornando. A questa legge
Vedesti con qual pena
Promisero ubbidir?
Scarica gratis: Giuseppe riconosciuto di Pietro Metastasio (alias Pietro Trapassi).


