Ugo Santamaria
Questa non è una storia del tempo lontano. E neppure è una storia gaia.
È la recente storia di un paese di contadini, di cui, tra poco, non resterà che il ricordo: vicenda dolorosa di tutta un’umile gente, costretta a lasciare le sue case e i suoi campi per portare con sè, lungo le vie incerte del destino, il suo chiuso dolore.
Il vecchio guardacaccia aveva ricorso al classico trucco dei mariti che si ritengono traditi; aveva detto alla sua nipotina Betta che, dovendo recarsi al paese per affari, sarebbe ritornato solo verso sera.
Pare che la volpe sappia quando deve nascere un polledrino, e sta all’agguato. E la cavallina sa che la volpe è in agguato. Perciò, appena il polledrino nasce, la madre si mette a correre in circolo intorno al piccolo…
Per l’abuso che ne fecero i poeti, chi ammira più i palpiti e i raggi delle stelle? Ma l’anima di Carlo Dònnola ancora aveva rapimenti a un fulgido cielo. Nemmeno gl’innamorati oggidì s’intendono nella bramosia dell’argento lunare e preferiscono la povertà delle tenebre…
Cento cinquanta camere, in tre piani, nel punto piú popoloso della città. Tre ordini di finestre tutte uguali, le ringhierine ai davanzali, le vetrate e le persiane grigie, chiuse, aperte, semiaperte, accostate.
Un preistorico rito, oltre a quello di fare il pane in casa, voleva mia madre, nella nostra casa di Nuoro, insegnare alle sue farfallesche figliuole. Questo rito era venuto dalle montagne della Barbagia fin dai tempi in cui all'ansito dei puledri selvaggi si univa quello degli indomiti cavalieri Iliensi.
Vincenzo della Cascina Rampina, preso con sé Bortolino, il più grande dei suoi figliuoli, messi due piccioni e quattro noci in un canestro, venne a Milano coll’asinello a trovare il suo figlioccio, o per dir meglio il suo padroncino Mario, che compiva giusto in quel giorno i dodici anni.
I testaroli sono una gloria esclusiva dell’alta Valdimagra.
E chi, quassù, non ha assaporato la gioia di sedere a una mensa imbandita, davanti a un piatto fumante della piccante pietanza?
C’era una volta un re e una regina. Questa ogni anno metteva al mondo una figliola. In capo a cinque anni ne aveva cinque, tutte belle come tanti occhi di sole.





