La vita è un profumo-Canto a due voci, di Chiara Ingrao, Blessing Calciati e Giovanna Calciati, ed. Baldini e Castoldi, 2025

Salute mentale, esperienza migratoria, adozione: c’è tutto questo nella breve e intensa vita di Blessing, adolescente di origine africana proveniente da un contesto familiare violento, adottata a 17 anni e morta suicida a 28.

La vita è un profumo è il libro pubblicato nel 2025 per Baldini e Castoldi, presentato alla sala Corelli del Teatro Alighieri di Ravenna il 16 ottobre, alla presenza di due delle tre autrici: Chiara Ingrao, deputata, scrittrice e sindacalista figlia di Pietro Ingrao e Giovanna Calciati, madre affidataria della ragazza. Lei, Blessing, ha scritto le poesie della seconda parte del libro, in cui emergono il suo entusiasmo e il suo impegno professionale e civile, ma anche la sua fragilità, mentre la prima, con un taglio biografico-narrativo racconta l’incontro tra figlia adottiva e madre affidataria come un “canto a due voci”.

A moderare la presentazione del testo, Gladys Homedje dell’associazione Roots, attiva nel creare spazi di incontro, ascolto e valorizzazione dell’identità degli afrodiscendenti in Italia. Dopo Roma e Piacenza, è stata quindi la città bizantina, grazie all’interessamento della parlamentare ravennate Ouidad Bakkali, ad accogliere questa importante testimonianza, con la lettura di poesie dell’insegnante di lingua italiana per gli stranieri Msekwa Mancino e dell’attrice Asia Galeotti.

La vita è un profumo è una delle frasi di Blessing e come in un profumo, ha spiegato Gladys, ci sono una nota di testa, una di cuore e una di fondo, così questo libro parla di lei in tre modi. La nota di testa è quella che racconta la sua vitalità: negli undici anni trascorsi con la madre affidataria, a Piacenza, Blessing lavora come mediatrice culturale, insegnante di italiano agli stranieri, ma ha talento anche come pittrice, le piace scrivere poesie ed è un’attivista.

Blessing – hanno raccontato Ingrao e Calciati – rifiutava l’idea limitante di identità legata alla propria nazionalità e sentiva di poter accogliere in sé tante identità diverse, senza dover per forza scegliere un’appartenenza, credeva in una riappropriazione multiculturale sia come atto personale che come gesto politico. Questo, hanno ribadito, sarà un tema centrale per le prossime generazioni, che provengono da Paesi e continenti diversi.

Giovanna, che instaura con lei fin da subito un legame molto forte, la incoraggia e la protegge, consapevole delle ombre che si celano dietro il suo sorriso contagioso.

“Negli ultimi mesi – ha raccontato – se ne stava chiusa nella sua stanza senza voler veder nessuno, neanche la sua psichiatra che, preoccupata, era venuta a cercarla. Un giorno ha deciso di non indossarlo più il profumo della vita, ma per me non è mai morta e questo libro testimonia che persona straordinaria fosse”.

La sua vita è stata segnata da un disturbo psichiatrico in grado di spazzare via tutte le esperienze gioiose e appaganti. La nota di cuore parla proprio di questa sua vulnerabilità, mentre quella di fondo, come ha spiegato Gladys, è ciò che rimane di lei dopo la sua morte: le sue poesie, i suoi quadri, il suo attivismo, la nascita dell’associazione. La sua esistenza ci lascia un messaggio importante per portare all’attenzione questioni legate all’intreccio di temi quali migrazione, adozione, salute mentale e interculturale che sta diventando sempre più stringente.

Rama Dieng, dottoressa specializzata in Medicina d’urgenza, ha approfondito questo aspetto, sottolineandone la complessità e la necessità di un approccio professionale corretto, senza mai perdere di vista l’umanità e in cui è fondamentale il ruolo del mediatore culturale.

Da sx Asia Galeotti e Msekwa Mancino

Nell’occasione abbiamo intervistato la moderatrice Gladys Homedje.

Ci vuole raccontare la genesi di questo libro e perché è così importante presentarlo?

G.H.: “Questo libro nasce da una storia di vita vera: la storia di Blessing. Una storia tanto potente da toccare e lasciare traccia di sé nelle vite che si sono intrecciate con la sua; è proprio per questo che è importante presentarlo, perché la storia di Blessing Calciati possa continuare a intrecciarsi con altre storie. Come d’altronde è stato con me e l’associazione Roots”.

Può raccontarci del suo incontro con la madre di Blessing?

G.H.: “Il primo incontro con Giovanna è stato molto interessante e bello. Prima di leggere il libro, ho voluto parlare di persona con la madre di Blessing, perché volevo che fosse lei a raccontarmi la loro storia con la sua stessa voce. Lei mi ha accolta con una dolcezza infinita e ha condiviso con me i suoi ricordi. La cosa che mi ha colpito di più – e che traspare chiaramente dal libro – è stata la straordinaria vitalità di Blessing”.

A  Msekwa Mancino e Asia Galeotti chiediamo invece cosa vi ha colpito di più di questo libro e delle autrici?

M.M.: “Mi ha colpito, prima di tutto, il sodalizio tra l’autrice Chiara Ingrao e Giovanna Calciati, che è la mamma di Blessing. Blessing è la protagonista e l’autrice delle poesie di questo libro. Chiara, anche in nome dell’amicizia con Giovanna, non si è limitata a trovare chi pubblicasse una raccolta di poesie, le ha proposto di creare qualcosa di più ampio: una storia a due voci. Inoltre, mi ha colpito la limpidezza, la generosità e la schiettezza con cui è descritta Blessing. Infine, ho amato conoscere l’ironia, l’energia e la forza comunicativa che emergono direttamente dalle parole di Blessing”.

A.G.: “Il coraggio del racconto. Mi colpisce sempre molto la determinazione e il bisogno di raccontare. Quante storie non conosciamo eppure ad un certo punto si sente la necessità di condividerle. Di fronte alla miriade di poesie di Blessing, alla sua necessità di comunicare, Giovanna Calciati e Chiara Ingrao hanno saputo agire di conseguenza e raccontarla. Quindi il mio grazie va a loro”.

Asia è attrice e Msekwa insegnante di italiano come seconda lingua per gli stranieri. Arte e istruzione che ruolo possono avere nel benessere dell’adolescente che proviene da esperienze traumatiche secondo voi?

M.M.: “Sono entrambe necessarie a sostenere chi attraversa esperienze traumatiche. L’arte è un conforto e uno sfogo oltre a essere uno strumento efficace di comunicare con gli altri; ritengo che essa agevoli la comprensione profonda tra le persone. L’istruzione è una possibilità importantissima di formarsi e crescere insieme alle proprie compagne e ai propri compagni, uno strumento che può democraticamente garantire la parità e offrire sicurezza e sviluppo dell’autostima nell’adolescente, in luoghi sicuri”.

A.G.: “Penso che l’arte e l’istruzione siano un’evasione e al tempo stesso un appiglio fondamentale. Quando passano attraverso il bisogno, il gioco e la curiosità e non all’imposizione, sono un rifugio e un viaggio nella ricchezza del mondo. Ti aiutano a conoscere il bello, a confrontarti con le esperienze degli altri, al concetto di resilienza. E poi sono uno strumento non per seppellire i traumi, ma attraversarli. E Blessing con le sue poesie lo ha fatto. Questa ragazza lascia un’eredità unica”.

Qual è secondo voi il messaggio di questo libro?

M.M.: “Il messaggio che mi è arrivato maggiormente è una citazione di Giovanna Calciati: Devo accogliere nel profondo di me una verità che in fondo ho sempre saputo: che l’amore non è risolutore di tutto. L’amore a volte può anche non farcela e in questo caso non ce l’ha fatta. Ma se oggi la mia vita mi pare distrutta, e perfino priva di senso, io so che no, che non è così: perché senza quell’amore la mia vita sarebbe stata molto più povera. Perché non è vero che se l’amore non è onnipotente allora non vale la pena. Vale la pena. Vale la pena sempre, anche se non ce la fa”.

A.G.: “I messaggi di questo libro sono diversi, sicuramente un messaggio di rispetto e accoglienza, di condivisione. Un libro a più voci, al femminile. Mi ha lasciato un senso di speranza e di tenerezza. Mi fa venire voglia di amare ancora di più la vita”.

Quale il passaggio che vi è piaciuto di più, indipendentemente dal fatto che siete state voi a leggerlo?

M.M.: “Mi sono piaciuti molto due passaggi correlati: uno dei pensieri di Blessing ‘La vita è strana. La vita è un profumo che devi saper mettere tutti i giorni’. E uno dei pensieri di chi ha costruito questo libro (pag. 348): ‘Gli altri pensieri, quelli di una giovane donna che nel maggio del 2022 ha deciso che il profumo della vita non voleva metterlo più, non ci è dato di guardarli negli occhi; ma c’è chi ha provato a immaginarli’. Trovo questi due passaggi molto delicati e potenti allo stesso tempo”.

A.A.: “Vorrei citare Blessing: ‘Come si fa a custodire un cuore universale?’  e poi ancora: ‘Io voglio un sole per tutti’ . ‘Tu ai tuoi figli hai insegnato loro come si sogna? come si diventa liberi, autonomi, indipendenti e buoni? Mia mamma ha fatto tutte queste cose’”.

Cover: da sx: Giovanna Calciati, Chiara Ingrao e Rama Dieng