di Maria Antonella Ambrosio

C’era una volta, sulla spiaggia dorata, un piccolo granchio di nome Camillo.

Camillo non camminava dritto come noi… No, no! Camminava di lato, facendo: “zac, zac, zac!” con una chela, “zac, zac, zac!” con l’altra. Camillo era molto fiero, perché quel giorno aveva trovato un tesoro: un bellissimo cappello di paglia giallo. Lo aveva messo sulla testa ed era felicissimo di ripararsi dal sole cocente dell’estate. Ma, all’improvviso… fffiiiuuu! Arrivò un vento birichino. Un vento forte che fece “fffiiiuuu!”.

Il granchietto Camillo e il cappello volante

Il vento portò via il cappello di Camillo. Zup! E Camillo s’innervosì. Il cappello volò in alto, facendo le giravolte nel cielo, e andò a finire dritto dritto sulla testa di un… graaande gabbiano bianco.

Il granchietto Camillo e il cappello volante

Il gabbiano guardò il cappello che aveva sulla testa, guardò Camillo, aprì il becco e disse: “Cra, cra! Che bel cappello, ora è mio!”. Camillo si arrabbiò, fece tre saltelli di lato, pinzando l’aria con le sue grosse chele “Zac! Zac! Zac!”, e gridò con la sua voce piccolina: “No, no! Ridammi il cappello!”. Intervenne il vento birichino, che voleva solo giocare, soffiando ancora più forte: “fffiiiuuu!”

Il cappello volò via dalla testa del gabbiano e… splashhhh! Cadde sull’acqua del mare, facendo ombra a un pesciolino blu.

Il granchietto Camillo e il cappello volante

Il cappello gli cadde sulla testa come una grande capanna. Il pesciolino non conosceva il buio e disse: “Blub, blub, blub… Chi ha spento la luce?”. Camillo dalla spiaggia si dimenava a chiamare il suo amico pesciolino: “Pesciolino! Pesciolino! Per favore dai un colpo di coda al mio cappello!”

Il gentile pesciolino blu fece un grande salto e… pum! Diede un colpo con la coda e il cappello volò fuori dall’acqua, disegnando un grande arco nel cielo… Vola, vola, vola e il cappello cadde dritto dritto sulla testa di Camillo. Pum!

Il granchietto Camillo e il cappello volante

Il granchietto camillo era così felice di aver ritrovato il suo cappello che si mise a ballare la sua speciale danza di lato: “Zac, zac, zac! Evviva il mio cappello! Zac, Zac, Zac! Ora non lo perderò più!”

Il granchietto Camillo e il cappello volante

Cantava ad alta voce euforico. Infatti, per essere sicuro di non far volare via il cappello, ci mise sopra una bella conchiglia pesante.

La storia è finita, un forte applauso a chi ha ascoltato.


Questo racconto fa parte del progetto LiberBimbi.