«Bulwer Lytton, geniale erudito, celebre nel mondo per il suo romanzo Gli ultimi giorni di Pompei, indubbiamente non prevedeva che decine di anni più tardi uno dei suoi romanzi ispirasse in Germania un gruppo mistico prenazista. Tuttavia, in opere come La razza che ci soppianterà o Zanoni, intendeva mettere l’accento su realtà del mondo spirituale, e specialmente del mondo infernale. Egli si considerava un iniziato. Attraverso la trasfigurazione romanzesca esprimeva la certezza che esistono esseri dotati di poteri sovrumani. Questi esseri ci soppianteranno e condurranno gli eletti della razza umana ad una formidabile mutazione.»
Tra le interpretazioni più ardite che hanno caratterizzato la critica di questo romanzo spicca certamente questa che Louis Pauwels e Jacques Bergier esposero nel loro notissimo e interdisciplinare lavoro Il mattino dei maghi. Il libro di Bulwer Lytton, secondo gli autori del suddetto libro, divenne nella Germania prenazista una sorta di testo sacro per la società segreta misticheggiante La Loggia luminosa o Società del Vril. Autorevoli esponenti di questo gruppo sarebbero stati Karl Haushofer, il geografo fondatore della geopolitica e del concetto di “Lebensraum” concetto che fornì ad Hitler i pretesti per la sua politica di espansione territoriale; e addirittura Rudolf Hess, il delfino di Hitler, morto decrepito in detenzione in circostanze poco chiare e controverse. Tra le cose che avrebbe potuto decidersi a rivelare, l’esistenza e la sua appartenenza alla misteriosa Società del Vril è probabilmente tra le meno rilevanti; tuttavia più nessuno potrà confermare o smentire la curiosa e intrigante “rivelazione” di Pauwels e Bergier, secondo i quali gli adepti della suddetta loggia si sarebbero ispirati alla “razza futura” descritta da Bulwer Lytton per profetizzare una rivisitazione dell’idea di superuomo (in senso spirituale, psichico e biologico) che avrebbe fornito un contributo decisivo allo sviluppo dell’ideologia nazionalsocialista.
Da sottolineare che per Pauwels e Bergier il rintracciare in opere letterarie e nei loro autori i precursori e ispiratori di società segrete era un obiettivo importante: dietro la società iniziatica inglese Golden Dawn si ritroverebbe, secondo loro, lo scrittore Arthur Machen. Quello che è certo è che Bulwer Lytton fu conoscitore e studioso dei caratteri ermetico-alchemici e non è difficile scorgere, tra le pieghe del romanzo che stiamo presentando, simboli e riflessi degli insegnamenti iniziatici. Bulwer Lytton era d’altra parte rosacrociano e conobbe Eliphas Levi. De Turris e Fusco, che curarono una traduzione di La razza ventura negli anni ’80 del secolo scorso, sostennero che nell’opera dello scrittore si trova adombrata la “Grande Opera” dei “filosofi” classici. Non possiamo dimenticare che dalla penna di Bulwer Lytton uscì anche l’inquietante romanzo esoterico Zanoni che comparve in prima edizione circa trent’anni prima di questo The coming race, che è, tra le ultime cose scritte dall’autore, pubblicato nel 1871.
Alla base di questo romanzo, che si colloca in un certo senso tra i precursori della letteratura fantascientifica ed è tra i primi grandi romanzi distopici, abbiamo una sensazionale avventura e scoperta speleologica. Un giovane americano, esplorando una profonda miniera, decide di scendere in un crepaccio insieme ad un ingegnere che scompare presto di scena divorato da un gigantesco rettile. In questa profondissima cavità (e già qui troviamo i riferimenti esoterico-alchemici che ci consentono di vedere l’avventura del giovane americano come percorso iniziatico) vive una razza fautrice di una civiltà progredita dal punto di vista tecnologico e contemporaneamente portatrice di una spiritualità superiore. Tale civiltà organizzata in maniera contraddittoriamente ginecocratica, possiede una forma di energia potentissima e prodigiosa, il Vril, ha scoperto il segreto del volo individuale, non teme la morte che attende come passaggio verso altra forma di vita. L’americano è portatore dell’ottimismo progressista caratteristico della “american way of life”, ma le sue idee vengono ridicolizzate e compatite dai Vril-ya che lo vedono come un selvaggio, sia dal punto di vista fisico che culturale e morale. Selvaggio che ha la pretesa di autoconsiderarsi persona civile… Non è difficile scorgere in questo atteggiamento dei Vril-ya il pensiero della stesso autore, che da buon aristocratico della vecchia Inghilterra, era abituato a detestare e irridere la arrogante presunzione e la boria dei colonizzatori del nuovo mondo.
Ma nel mondo sotterraneo l’americano diventa ben presto, nonostante sia stato accolto come amico, alloggiato e istruito sulla lingua e le usanze della civiltà dei Vril-ya, un elemento di squilibrio e un possibile pericolo. In particolare, dopo l’infatuazione per lui della figlia del Tur – una delle più alte cariche sociali del posto – le autorità decidono di eliminarlo. Ma un’altra Gy, innamoratissima di lui, riuscirà a ricondurlo in superficie. Permane nel giovane l’apprensione per la possibile “uscita” della razza dell’avvenire alla luce del sole e l’inevitabile distruzione della sua razza.
Contrariamente a quanto si legge in rete da più parti, la prima edizione italiana di questo romanzo non è l’edizione Treves del 1896, ma questa traduzione del 1874 – solo tre anni dopo la prima edizione inglese – ad opera di Claudia Casoretti, scrittrice a traduttrice sempre attenta alle vicende delle lotte femminili per l’emancipazione. La traduzione è integrale, ma l’edizione certamente trascurata. Abbiamo corretto gli evidenti refusi tipografici, ma restano ovviamente numerosi arcaismi e probabili sciatterie forse non imputabili alla traduttrice. Scrive Francesco Cusani, storico traduttore di altri due romanzi di Bulwer Lytton – Zenoni e Gli ultimi giorni di Pompei – nella sua prefazione a Zenoni datata 20 maggio 1873:
«Ripubblicando ora dopo venticinque anni questa versione riveduta con diligenza, dichiaro non riconoscere altre edizioni che portassero il mio nome. Così feci tre anni orsono, ristampando Gli ultimi giorni di Pompei da me tradotti nel 1836, stanco di vedere stampato e ristampato per trent’anni a Napoli, e recentemente a Milano, lo stupendo romanzo del Bulwer, zeppo di errori e mutilazioni non imputabili a me, bensì a speculatori avidi e ignoranti.»
Forse Claudia Casoretti, che morì nel 1882, non fece a tempo a rivedere e produrre un’edizione più accurata della sua traduzione. Senza aver voluto sostituirci a lei abbiamo cercato comunque di ripulire il testo dalle più evidenti trascuratezze conseguenti ad una fretta tipografica fastidiosa, conservando tuttavia le peculiarità linguistiche che appaiono a chi legge oggi come sgrammaticature. Ma se leggiamo forme come “potressimo” ricordiamo che congiuntivi di questo tenore furono usati anche da Alfieri nella sua mirabile autobiografia.
Sinossi a cura di Paolo Alberti
Dall’incipit del libro:
Io son nato a….., negli Stati Uniti d’America. I miei antenati emigrarono dall’Inghilterra sotto Carlo II; ed il mio avo si distinse nella guerra dell’Indipendenza; in conseguenza di che, la mia famiglia godeva di una certa posizione sociale, per diritto di nascita; ed essendo anche opulente, veniva considerata come non qualificata per il servizio publico! Una volta mio padre concorse pel Congresso; ma fu vittoriosamente sconfitto dal suo sarto. Dopo tale avvenimento desso si occupò assai poco di politica e visse molto nella sua biblioteca. Io era il maggiore di tre figli: ed all’età di sedici anni, fui inviato nell’antica patria, onde completare la mia educazione letteraria, come anche per principiare il mio tirocinio in una casa di commercio di Liverpool. Avevo appena compiuti i ventun’anni, allorchè mio padre morì. Essendo io abbastanza ben fornito di beni di fortuna, ed avendo gusto pei viaggi e le avventure, rinunziai, almeno per un tempo, al proseguimento del Dio dollaro, onde peregrinare a mio bell’agio sulla faccia della terra.
Nel 18……, mi trovavo a……, e venni invitato da un ingegnere di professione, col quale avevo fatto conoscenza, a visitare la miniera di…… dove egli era impiegato.
Prima che questa narrazione sia terminata, il lettore comprenderà facilmente il perchè delle mie restrizioni; e forse mi ringrazierà se non faccio nessuna descrizione che possa condurre alla scoperta del luogo dove accade ciò che sto per scrivere.
Scarica gratis: La razza dell’avvenire di Edward Bulwer Lytton.




