Parte a ottobre 2026 il Laboratorio Permanente di Teatro diretto da Emanuele Montagna
Un barattolo di pomodori pelati ed un titolo, ConservAttori, per esemplificare in maniera fortemente iconica l’immagine di un Laboratorio Permanente di Teatro a Ravenna, in via Torcello 12, sotto la guida del regista e attore Emanuele Montagna. La proposta avanzata da Endas Ravenna ha trovato riscontro e attuazione in un ciclo di lezioni a cadenza bisettimanale basate sul celebre metodo Stanislavskij-Strasberg.
La scelta di affidare la direzione artistica ad Emanuele Montagna va proprio in questa direzione, avendo questi fondato e diretto, a sua volta, la Scuola di Teatro Colli di Bologna, una delle più longeve e prestigiose a livello nazionale, ispirate al metodo insegnato all’Actor’s Studio statunitense, da cui sono usciti attori come Robert De Niro, Al Pacino e Meryl Streep.

Ad affiancarlo Alessandra Casanova, direttrice della Compagnia Teatrale Luigi Rasi e figura storica nell’ambito della didattica teatrale ravennate che si occuperà di Lettura espressiva e Poesia.
Insieme a loro Loredana Scaramella, casting director con alle spalle la collaborazione con Gigi Proietti. Scaramella terrà il corso di Preparazione al casting cinematografico. Presenti anche due ex allievi di Montagna: Franco Eco, compositore di musiche da film che approfondirà il tema La musica in teatro e nel cinema e Asia Galeotti, attrice, che si occuperà del Metodo Meisner.
Nell’occasione abbiamo intervistato il regista.
Come è nato il progetto di aprire a Ravenna un laboratorio permanente dedicato alla recitazione?
E.M. : ” In questi ultimi anni mi è capitato spesso di lavorare a Ravenna e, in particolar modo, con la Fondazione Ravenna Risorgimento. Ma già dagli anni ‘80 e‘90, il mio rapporto con la Romagna è stato sempre proficuo e fortemente creativo. Forse anche il carattere sanguigno della gente di Romagna si avvicina molto alle mie origini mediterranee, pugliesi, per essere precisi”.

Il laboratorio si baserà sul Metodo Stanislavskij-Strasberg. In che cosa consiste e perché è preferibile rispetto ad altri? Perché secondo te garantisce una formazione migliore per l’attore/attrice?
E.M.: “In questi ultimi tempi, dopo 50 anni di carriera, mi capita spesso di pensare che, effettivamente, più che scegliere un Metodo, è il Metodo stesso che sceglie il futuro attore o attrice. Così è stato per me nel lontano 1976. Stanislavskij (modernizzato da Strasberg) ha gettato le basi del naturalismo in teatro e, di conseguenza, anche nel cinema. Fino a quel momento, fine Ottocento e primi anni ‘30 del ‘900, il teatro si appoggiava su un forte ed ampolloso manierismo, decisamente condizionato da un modus imitativo che omologava pericolosamente tutte le sfumature che un sentimento richiede nell’atto creativo della recitazione. Da Stanislavskij siamo passati a Strasberg, a Michail Cechov, alla biomeccanica di Mejerchold, a Ivana Chubbuck, a Sanford Meisner e persino al Terzo Teatro. Ma tutto è partito da lì, da Konstantin Sergeevic’ Stanislavskij, da Arthur Schnitzler e dall’avvento della Psicoanalisi di un certo dott. Sigmund Freud. Io credo che il Metodo sia il naturale punto di partenza per elaborare nel tempo un proprio metodo personale perché, vivaddio, siamo tutti diversi e questa diversità diventa il migliore viatico per raggiungere quella che il Maestro russo chiamava perezhivanie, reviviscenza o immedesimazione. L’attore in scena o sul set cine-televisivo deve essere credibile!”.

Recitazione teatrale e recitazione cinematografica, ci saranno entrambe. Ma quali sono le principali differenze?
E.M.: “Questa stessa domanda fu posta qualche anno fa ad una star hollywoodiana, Jeremy Irons che, candidamente, rispose che non esisteva alcuna differenza. Poi specificò che il punto di partenza era sempre quello: lo studio del personaggio, sia che lo si porti in teatro che su di un set cinematografico. Cambia la tecnica, sia della voce che del corpo. In teatro le voci devono arrivare all’ultima fila, al loggione e, quindi, è necessario un meticoloso studio dei nostri apparati di fonazione. Così avviene anche per il corpo che su di un palcoscenico, deve subire, in un certo qual modo, una sorta di amplificazione del gesto. Quando l’allievo-attore è capace di cogliere queste sfumature, vuol dire che sta iniziando a percorrere la giusta strada. Ecco quindi la scelta di portare a Ravenna nel mio Laboratorio Permanente, la figura di Loredana Scaramella, fra le più note casting directors italiane che, non a caso ha condiviso fino alla fine la vita lavorativa-teatrale di Gigi Proietti, fra le più grandi personalità del teatro italiano.
In questi ultimi anni, raramente ho accettato dei cammei televisivi. E’ davvero mortificante osservare giovani colleghi che, invece che interpretare, bofonchiano battute che, purtroppo, non arrivano neanche nelle case degli Italiani, tutto in omaggio ad una vago senso di realtà che omologa voci, corpi e sentimenti. Va da sé che un bravo attore di teatro ha decisamente molte più chances perché possiede tutti gli strumenti per modellare voce, corpo e sentimento…sempre al servizio della verità, della credibilità del personaggio che deve interpretare. Lee Strasberg affermava: ‘Prima delle scoperte del grande regista russo Konstantin Stanislavskij, si pensava che la recitazione fosse fondata sull’ispirazione o sull’esteriorità. Ora conosciamo un terzo approccio’.
La scelta iconica dell’attore come conserva di pomodori da dove l’hai presa? Cos’è che tiene in vita il talento dell’attore?
E.M.: “Potrà sembrare strana questa faccenda del barattolo di pomodori pelati per promuovere la formazione attoriale, ma tutto nasce dal mio essere vegano. Uno dei miei piatti preferiti sono le penne all’arrabbiata, piatto nel quale regna sovrana la consistenza della pasta (le penne), la presenza del peperoncino (che non deve ammazzare eccessivamente gli altri ingredienti), di un paio di foglie di basilico fresco, dell’olio extravergine di oliva (meglio se pugliese o toscano) e infine del Re Pomodoro. Questo piatto, apparentemente semplice nella sua preparazione, è il senso perfetto dell’equilibrio dei vari ingredienti.
Come avviene nella vita dell’attore, nella quale i tre specifici della Voce, del Corpo, della Immedesimazione devono convivere contemporaneamente in quel piatto che altro non è se non il piatto della Creatività. Il pomodoro è quel frutto che ha bisogno di tanta acqua per crescere e maturare, esattamente come l’attore che ha continuamente bisogno della linfa che la vita reale gli offre per passare da un personaggio all’altro, da una situazione all’altra, da un secolo ad un altro, da Eschilo ad Harold Pinter.
Per quanto riguarda la domanda sul talento, mi viene in mente una lezione di Eduardo De Filippo al Teatro La Pergola di Firenze nel lontano 1977. In quell’occasione, c’era anche Vittorio Gassman, che mi aveva dato l’occasione di recitare una poesia in un suo spettacolo. La domanda che fu posta al grande Eduardo da una mia compagna di corso fu proprio questa : ‘Maestro, attori si nasce o si diventa?’. Eduardo, dopo una lunga pausa durante la quale ebbe modo di pulire gli occhiali con un fazzoletto, ebbe a dire che era tutta una faccenda cromosomica. Quindi, la risposta, abbastanza tranchant, fu inequivocabile: attori si nasce. Ma dopo qualche secondo, il grande Maestro De Filippo aggiunse che, tuttavia, spesso capitava che anche chi appariva in un primo momento una ‘ciofeca’ poteva con lo studio anche superare chi aveva avuto il cromosoma giusto. Era un evidente invito a studiare, studiare ed ancora studiare”.

Come saranno strutturati i corsi? Oltre al metodo, che autori e opere saranno affrontati?
E.M.: “Nelle circa 150 ore previste, con una frequenza bi-settimanale, si lavorerà sul Metodo, tracciando le linee didattiche de Il Lavoro dell’Attore su se stesso e Il Lavoro dell’Attore sul Personaggio, i due testi chiave di Stanislavskij. Poi si passerà a Il Sogno di una Passione di Lee Strasberg, grazie al quale si potranno percorrere le prime sfumature tra la recitazione teatrale e quella cinematografica. Contemporaneamente Alessandra Casanova traccerà le linee armoniche della recitazione in versi e della lettura espressiva, marcando le differenti tracce emotive del verso e della prosa, alla ricerca della musicalità interiore di poeti e drammaturghi. Per quanto riguarda gli autori, mi rifarò sicuramente ad Harold Pinter e a Tennessee Williams. Comunque la scelta cadrà principalmente su autori contemporanei”.
Veniamo ai docenti, ora
E.M.: “A parte me ed Alessandra Casanova, come già specificato, ci sarà un mio ex allievo, il Maestro Franco Eco, compositore internazionale di musiche da film, per gettare uno sguardo su come scegliere le musiche per un allestimento scenico teatrale o cine-televisivo. Infine, la presenza di Asia Galeotti, giovane pluripremiata attrice ravennate, venuta fuori 8 anni fa dal vivaio della Scuola di Teatro Colli e dalla Compagnia Rasi della Casanova.

Alcune lezioni si svolgeranno al Digital Arena di Fornace Zarattini. Vuoi parlarne?
E.M.: “Mi sembra giusto che alcune lezioni di recitazione cine-televisiva si spostino in una nuova e bellissima sede alle porte di Ravenna, a Fornace Zarattini, dove Thomas Cicognani ha creato una struttura alla quale approdano anche produzioni nazionali di alto livello”.
Cosa porterai con te della Scuola di Teatro Colli e cosa porterai di inedito in questa nuova esperienza?
E.M.: “Porterò novità in una terra che amo particolarmente e porterò, cosa più importante, Anima e Professionalità. Metterò al servizio dei selezionati i miei 50 anni di lavoro costante e di passione. Appunto “Il Sogno di una Passione” , come affermava Strasberg”.
La prova per accedere sarà un colloquio motivazionale. Quali caratteristiche risultano basilari per l’aspirante selezionato e saltano subito all’occhio?
E.M.: “Le parole d’ordine sono UMILTA’ e FIDUCIA. Lo affermo con una certa perentorietà. In un momento storico nel quale tutti credono di poter dire la loro senza aver minimamente studiato o vissuto, non credo ci sia posto per i superficiali o per i saccenti in ConservAttori. Non è un provino, bensì un colloquio nel quale si chiariscono quali sono i ruoli fra Docenti e Discenti. Come specifico da anni, all’interno dei miei corsi esiste un rapporto ben chiaro su chi (Gli Insegnanti) deve avere l’ultima parola. E’ quasi pleonastico dover ribadire questo concetto, ma gli anni dei vari talent televisivi hanno davvero influito negativamente sulla Professione-Attore-Attrice-Regista”.
Al termine del corso, che si terrà da ottobre ad aprile, ci sarà uno spettacolo finale?
E.M.: “Certamente, ma in questo momento è difficile prevedere dove, quando esattamente e cosa. Tenendo sempre a mente che il Percorso è molto più importante dell’esito finale”.
A cura di Anna Cavallo
Per essere ammessi (numero chiuso) bisognerà sostenere un colloquio motivazionale (a partire dal mese di luglio) direttamente con Emanuele Montagna e con Alessandra Casanova. Età minima richiesta: 16 anni.
Info : inviare messaggio WhatsApp, lasciando il proprio nome e cognome CONSERVATTORI al numero 327-6840591 oppure scrivendo a comunicazione.persuasione@gmail.com usando come oggetto CONSERVATTORI




