L’ho contattato su Instagram, dove si muove dietro l’onirico nickname “terzouomo”, per chiedergli di leggere l’opera prima di un autore che apprezzo moltissimo.
E lui, con la semplicità e la sensibilità dei grandi artisti, mi ha risposto.
Custodirò con cura la nostra conversazione, diventata per me la scintilla capace di accendere una lampadina. O meglio, ha fatto apparire quella nuvoletta che ogni tanto mi spunta in testa per segnalarmi l’arrivo di un’idea: scrivere un articolo su di lui.
Angelo Orlando è conosciuto da tutti per la sua indimenticabile interpretazione di Amedeo, lo stralunato amico di Tommaso-Massimo Troisi in Pensavo fosse amore… invece era un calesse, ruolo che nel 1992 gli è valso il David di Donatello come miglior attore non protagonista. La statuetta ha rappresentato la sua consacrazione, ma la carriera di questo grande artista va ben oltre.
Salernitano di nascita, negli anni ‘80 si trasferisce a Roma dove si fa conoscere negli ambienti del cabaret e del teatro comico.
Sono proprio questi palcoscenici a permettergli di entrare in contatto con personaggi importanti del mondo dello spettacolo italiano.
Inizia così la sua carriera televisiva. Enzo Trapani lo vuole nel programma Proffimamente non stop, mentre Renzo Arbore gli chiede di partecipare a D.O.C.: musica e altro a denominazione di origine controllata.
La sua carriera è ormai in ascesa quando la vocazione artistica incontra il grande schermo. O forse è il Cinema stesso che, per un meraviglioso gioco del destino, si fa trovare sul suo cammino e il grande Maestro Federico Fellini lo accoglie nella sua “Fabbrica dei Sogni”.
Un debutto d’autore quello di Angelo in La voce della Luna, accanto a Roberto Benigni e Paolo Villaggio. Nella pellicola interpreta Nestore, un’anima malinconica e pura che partecipa all’ascolto della luna come solo i poeti sanno fare.
È il primo tassello di una sincronicità di cui l’attore parla spesso.
Il ruolo felliniano si rivela così il presagio di ciò che il futuro gli avrebbe riservato: un’intensa attività poetica e drammaturgica capace di toccare l’anima dei suoi lettori.
La svolta decisiva arriva con Massimo Troisi in Pensavo fosse amore… invece era un calesse.
Il personaggio di Amedeo, come Nestore, è una figura poetica e un po’ surreale. Amedeo-Angelo non è semplicemente la “spalla” di un attore formidabile, ma un fumetto che si muove all’interno di un capolavoro al ritmo di una colonna sonora indimenticabile.
Amedeo diventa la poesia dell’amicizia, capace di accogliere e dialogare con le “ipocondrie amorose” di Tommaso.
Prende forma così il secondo tassello di quella misteriosa sincronicità che guida la sua vita.
Il cinema continua a cercarlo: registi del calibro di Nanni Loy, Maurizio Nichetti, Mario Monicelli e Susanna Nicchiarelli lo vogliono nelle loro pellicole, alle quali Angelo regala la sua poetica delicatezza interpretativa.
La sua versatilità, tuttavia, lo spinge a sperimentare e a percorrere i sentieri dell’indipendenza.
Ha inizio così la sua carriera da regista.
Tra la fine degli anni Novanta e gli anni Duemila firma opere che sono l’essenza della sua visione, come L’anno prossimo vado a letto alle dieci, Barbara e Sfiorarsi, fino ad arrivare ai cortometraggi Giro giro tondo e Centomila secondi, e al più recente Rocco tiene tu nombre del 2018. Pellicole nate dalla sua penna e dalla sua macchina da presa, che gli varranno importanti riconoscimenti.
Ormai da anni Angelo vive e lavora in Spagna, a Barcellona. Qui ha fondato una casa di produzione indipendente con la quale realizza film e documentari molto apprezzati anche a livello internazionale.
Ma il terzo tassello di quella sincronicità che pervade la sua vita artistica, e forse anche personale, è l’attività di scrittore. L’artista ha pubblicato libri come Quasi quattordici e Manuale per essere felici… almeno cinque minuti al giorno, oltre a firmare sceneggiature cinematografiche e teatrali. Creazioni, le sue, tutte pervase da «un’incredibile e straordinaria» bellezza poetica che solo la sua sensibilità sa rendere unica.
Sono tre i tasselli che compongono il mosaico di questo viaggio, tutti legati a quel principio di sincronicità e alla poesia fumettistica e surreale di un artista sempre pronto a mettersi in gioco: l’uomo che sale sui tetti per avvicinarsi alla luna, l’amico-fumetto che accoglie Tommaso, e lo scrittore dalla sensibilità rara.
«Ricomincio da tre», direbbe un amico, perché tre sono le cose salvate dal passato da cui ripartire per costruire il futuro.
E noi a quel “terzouomo” che è Angelo auguriamo di fare di questi tasselli la sua fortezza e, al tempo stesso, di non fermarsi mai, continuando a lasciarsi sorprendere da tutte le nuove, misteriose sincronicità che la vita vorrà regalargli.



Per seguire l’artista:
Facebook: https://www.facebook.com/angeloorland/?fref=ts#
Instagram: https://www.instagram.com/terzouomo/
Sito web: http://angeloorlando.com/
Le foto sono tratte dai canali social ufficiali di Angelo Orlando




