A Ravenna la ventottesima edizione del Festival di danza urbana
L’indagine sulle relazioni tra il corpo e il luogo in cui vive, respira, agisce e viene agito, ma anche il corpo come luogo di memoria o come sedimento di paura archetipica. Questi alcuni tra i temi esplorati dagli artisti presenti all’edizione 2026 del Festival di danza urbana, a cura dell’Associazione Cantieri Danza, che si svolge a Ravenna in un arco di tempo più prolungato rispetto agli anni precedenti, da settembre a novembre, in vari luoghi della città.
Dalle Artificerie Almagià alla banchina della Darsena, dal palazzo di Teoderico, nelle celebrazioni del 1500° della morte del sovrano ostrogoto, a palazzo Rasponi, dal centro sociale La Quercia al Mar-Museo d’Arte della città, sono oltre 40 gli eventi in calendario.

Spettacoli, laboratori e incontri che raccolgono visioni e performance di 26 artisti e compagnie provenienti dall’Italia e dall’estero, con un focus particolare dedicato quest’anno alla Spagna, curato e diretto dalle coreografe Francesca Serena Casadio e Giulia Melandri che da quest’anno hanno mutato il nome del Festival in Variazioni per Ammutinamenti assumendo appunto la variazione come fulcro del pensiero creativo in cui si innesta la danza urbana.
Dopo anni di intenso lavoro, sotto la direzione di Selina Bassini, fondatrice, insieme a Monica Francia, di Cantieri Danza nel 1994, sullo scardinamento della danza come pratica elitaria confinata ai teatri e sulle molteplici declinazioni della danza contemporanea attraverso uno sguardo rivolto alla multidisciplinarietà e alla ricerca, il Festival entra così in una nuova fase a partire dal nome.

Ad inaugurarlo, quest’anno, in piazza del Popolo, il 4 settembre, ore 18 è proprio il coreografo e danzatore spagnolo Arnau Pérez con la performance VIBRA! una danza inizialmente di coppia e proiettata sul futuro che si conclude con l’unione di pubblico e performer in una danza collettiva.
Ospite anche Alejandro Moya, coreografo e performer madrileno, in scena con Desvelo, il 7 settembre, ore 18, nella Banchina Darsena di città, ispirato al mondo dell’artigianato e al potere trasformativo del lavoro manuale.
Per la prima volta in scena a Ravenna anche Roger Bernat, artista e direttore catalano noto per il suo lavoro che combina elementi di teatro, danza e tecnologia con La consacración de la primavera attraverso una reinterpretazione radicale dell’opera di Pina Bausch, il 5 settembre, ore 21.30, Spazio Z.A.R.A., senza danzatori professionisti.
Spazio invece alla dura realtà del popolo palestinese il 7 settembre, ore 19.30, alle Artificerie Almagià, in collaborazione con Solidarity in Motion, con la visione del cortometraggio Sarkha dell’artista Jumana Dabis, un documento che attraversa le vite di artiste, donne e bambine palestinesi residenti in Cisgiordania, nella Striscia di Gaza e al Cairo che si uniscono attraverso la danza in un momento di paura e distruzione.

Tra i numerosi spettacoli segnaliamo, il 5 settembre alle 20.30, alle Artificerie Almagià, la performance della compagnia Dewey Dell Echo Dance of Furies, dedicato al valore archetipo e simbolico degli ex-voto.
Sara Sguotti, Premio Ubu 2024 come Miglior Attrice e Performer Under 35, è invece presente al festival con due spettacoli: Dedica, performance influenzata e modellata dall’ambiente in cui prende vita che nasce dall’incontro tra corpo, spazio e suono il 6 settembre, ore 17.30, alla Fondazione Sabe per l’arte e Rossocrepa, una ricerca che apre una riflessione sulle fratture interne ed esterne che il corpo femminile è chiamato ad accogliere e sopportare durante la maternità, in scena il 7 settembre, ore 21, alle Artificerie Almagià.
Veronica Parlagreco, danzatrice e coreografa italiana con base a Berlino porta in scena, sullo sfondo delle antiche mura del Palazzo di Teodorico, la creazione vincitrice del bando Danza Urbana XL del Network Anticorpi XL dal titolo Giuiuzza, un viaggio nel corpo femminile come archivio di memorie, gesti e storie tramandate nel tempo, il 6 settembre, doppia replica ore 17 e ore 18.15, un evento che si inserisce nell’ambito delle celebrazioni teodoriciane 526-2026. Ravenna nel segno di Teodorico.

Previsti anche spettacoli itineranti con la compagnia AZIONI fuori POSTO, che opera nell’ambito della danza attraverso progettualità in grado di relazionarsi ai luoghi e alle persone che li abitano, utilizzando il movimento del corpo come strumento di socialità. Al festival presentano la performance site-specific Percorsi incrociati, passeggiata performativa nei luoghi del quartiere Darsena in cui danzatori e musicisti interagiscono con gli oggetti, le architetture e le persone che incontrano che si conclude con il concerto dell’Orchestra Didattica Verdi in programma il 5 settembre ore 18, dal Parco Mani Fiorite al Centro Sociale La Quercia.
Dedicato invece al teatro, nell’ambito della rassegna Ra-dici e nel Prologo de La Stagione dei Teatri, lo spettacolo Frisbee – una storia d’amore di Spazio A Teatro, un’indagine metateatrale serrata e ironica che mette a nudo le ambizioni, i fallimenti e le fragilità di una generazione di artisti che fatica a trovare il proprio posto nel panorama culturale contemporaneo, in scena il 6 settembre, ore 16, al Teatro Rasi.
Anche quest’anno, inoltre, il festival accoglie la Vetrina della giovane danza d’autore del Network Anticorpi XL, piattaforma nazionale dedicata agli artisti emergenti della danza contemporanea e di ricerca italiana, oggi punto di riferimento nazionale per lo scouting: in scena dal 10 al 12 settembre le 11 creazioni selezionate dai partner del Network tra le 106 candidature pervenute attraverso la call nazionale.
Durante le giornate dedicate alla Vetrina, sono in programma anche un incontro internazionale tra operatori culturali europei impegnati nel sostegno ad artisti e artiste dal titolo Building international connections e la presentazione del progetto editoriale dedicato a Generazione XL, percorso che coinvolge giovani studenti e studentesse universitarie in un programma itinerante che attraversa le diverse progettualità del Network Anticorpi XL.

Protagonisti della parte autunnale del Festival il coreografo Daniele Ninarello con NOBODY, NOBODY, NOBODY. It’s Ok Not To Be Ok (2 ottobre, ore 11, Artificerie Almagià), con il progetto <age> di CollettivO CineticO (3 ottobre, ore 18, Artificerie Almagià), e con il collettivo fiorentino Kinkaleri e il loro Io danzo, io parlo, (4 ottobre, ore 17.30, Artificerie Almagià). Ultimo appuntamento del mese di ottobre, quello realizzato in collaborazione con Nerval Teatro all’interno del Festival L’Arte che include con Cristina Kristal Rizzo e Diana Anselmo che esplorano con Monumentum DA il corpo e la Lingua dei Segni Italiana (LIS) come veri e propri “monumenti viventi” e archivi della memoria collettiva, aprendo nuovi orizzonti di senso e invitando a guardare la diversità come uno spazio di possibilità (10 ottobre, ore 21, Artificerie Almagià).
Giornata interamente dedicata all’ alta formazione quella conclusiva il 7 novembre, alle Artificerie Almagià con un incontro che vede coinvolte diverse realtà del territorio promotrici di programmi formativi e un pomeriggio dedicato alla presentazione delle pratiche performative e dei materiali di ricerca dei 14 partecipanti all’edizione 2026 del corso di alta formazione I corpi e le voci della danza, realizzato da Cantieri Danza, Cronopios e L’Arboreto-Teatro Dimora.
Ampio spazio infine a laboratori, pratiche e incontri (da settembre a ottobre, a ingresso gratuito), attraverso una sezione multiforme e parallela al cartellone di spettacoli e performance che coinvolge cittadini e cittadine di tutte le età.
Per info più dettagliate
www.cantieridanza.it/festivalammutinamenti




