Il Concerto in Mi bemolle maggiore per oboe e orchestra è una delle composizioni giovanili più significative di Vincenzo Bellini e rappresenta l’unico concerto solistico completo giunto fino a noi del compositore catanese. L’opera fu composta verosimilmente nel 1823, durante gli anni di studio al Conservatorio di San Sebastiano di Napoli, quando Bellini aveva appena ventidue anni.
Pur appartenendo alla fase iniziale della sua attività creativa, il concerto rivela già alcune delle caratteristiche che renderanno celebre Bellini nel teatro d’opera: l’eleganza della linea melodica, il canto disteso e la capacità di conferire all’espressione strumentale una qualità quasi vocale. Non a caso il movimento centrale è intitolato Larghetto cantabile, una denominazione che richiama direttamente l’estetica del belcanto.
L’opera appartiene al ristretto catalogo strumentale di Bellini. Durante gli anni napoletani il compositore scrisse numerose sinfonie scolastiche, musica sacra e alcuni tentativi concertistici per strumenti a fiato, tra cui frammenti di un concerto per fagotto e di uno per flauto; il Concerto per oboe è tuttavia l’unico lavoro concertante completo conservato.
Il concerto è articolato in tre sezioni consecutive: Risoluto allegro, Larghetto cantabile e Allegro polonese.
L’introduzione presenta il materiale tematico principale e prepara l’ingresso del solista. Nel Larghetto cantabile emerge il Bellini più lirico: l’oboe sviluppa ampie frasi melodiche che sembrano anticipare le grandi arie delle opere mature. L’Allegro polonese conclusivo, costruito sul ritmo brillante della polacca, mette invece in risalto l’agilità tecnica dello strumento e conclude il lavoro con vivacità ed eleganza.
L’orchestra prevista comprende 2 flauti, 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti, 2 corni, archi oltre naturalmente all’oboe solista.
Il concerto è noto attraverso il manoscritto autografo di Bellini. La prima pubblicazione avvenne nel 1941, quando il manoscritto fu riprodotto in edizione facsimilare dalla Reale Accademia d’Italia. Successivamente, nel 1961, l’opera fu rielaborata e pubblicata da Ricordi in una versione curata da Terenzio Gargiulo, contribuendo alla sua diffusione nel repertorio oboistico del Novecento.
Sebbene di dimensioni contenute e meno noto rispetto alle celebri opere liriche di Bellini (Norma, La sonnambula, I puritani), il Concerto in Mi bemolle maggiore occupa un posto importante nel repertorio per oboe. Il lavoro costituisce infatti una rara testimonianza dell’interesse del compositore per la musica strumentale e permette di cogliere, già in età giovanile, quella sensibilità melodica che avrebbe fatto di Bellini uno dei massimi rappresentanti del melodramma romantico italiano. La scrittura dell’oboe assume spesso un carattere quasi vocale, trasformando il solista in un autentico “cantante senza parole”.
Fonti
- Wikipedia – Oboe Concerto (Bellini)
https://en.wikipedia.org/wiki/Oboe_Concerto_(Bellini) - Muziekweb – Concerto for oboe and orchestra in E-flat major
https://www.muziekweb.nl/en/Link/U00000577938/CLASSICAL/Concerto-for-oboe-and-orchestra-in-E-flat-major
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