Scilla e Glauco è una tragedia lirica in prologo e cinque atti di Jean-Marie Leclair . Il libretto è di un certo “d’Albaret”, altrimenti sconosciuto: trasse la trama dalle Metamorfosi di Ovidio (libro XIV).
L’unica opera di Leclair, composta nel 1746 , ebbe la sua prima esecuzione il 4 ottobre 1746 all’Académie royale de musique. Ci furono altre 17 rappresentazioni durante quella stagione, poi l’opera fu ripresa a Lione nel 1750 e nel 1755.
Prologo
Gli abitanti di Amathus stanno celebrando una festa in onore di Venere, la dea dell’amore. Scoppia una rissa quando i Propetidi tentano di rovesciare gli altari della falsa dea. Venere scende dal cielo e li minaccia. Loda il re e gli dona suo figlio, il piccolo dio Cupido, che invia in Sicilia per sconfiggere la superba Scilla, che disprezza i suoi numerosi pretendenti.
Atto I
Scilla gioisce di non dover più sopportare i tormenti dell’amore. Tuttavia, non riesce a convincere Temiro, né un gruppo di pastori e spiriti della foresta. Glauco arriva e le dichiara il suo amore, ma lei lo respinge e se ne va. È allora che Glauco decide di chiedere aiuto alla maga Circe.
Atto II
Circe, preoccupata, ha il presentimento di stare per innamorarsi. Dorine la avverte di non innamorarsi di qualcuno già impegnato in un’altra relazione, ma Circe è convinta di poter sedurre anche l’amante più fedele. Arriva Glauco e le chiede di risvegliare l’amore di Scilla. Attraverso i canti e le danze dei suoi ancelle, Circe cerca di fargli dimenticare la donna che ama. Glauco è pronto a cedere alle sue avances, ma udendo il nome di Scilla, rinsavisce e se ne va. Circe giura vendetta.
Atto III
Scilla confida a Temire di essersi innamorata di Glauco, non di coloro che si sono vigliaccamente ritirati. Glauco appare. Dimenticando il suo proposito, gli dichiara il suo amore. Ma Circe, furiosa, scende dal cielo su una nuvola.
Atto IV
Circe tenta nuovamente di sedurre Glauco, il quale però rimane indifferente. Quando lei minaccia di vendicarsi di Scilla, lui accetta di accompagnarla. Per non suscitare ancora una volta l’odio di Circe, deve fingere di non vedere Scilla. Tuttavia, non sopporta l’idea di spezzare il cuore di Scilla e implora la pietà di Circe. Lei lascia andare i due amanti, ma quando incontra Dorine, la sua rabbia si riaccende. Decide di vendicarsi di Scilla e invoca l’aiuto degli dei dell’Ade. Ecate le fornisce una pianta velenosa, che dovrà gettare nella sorgente dove Scilla viene ogni giorno ad ammirare il suo riflesso.
Atto V
Scilla e Glauco celebrano il loro amore, ma Scilla ha un oscuro presentimento della malvagità di Circe. Entrambi si uniscono ai Siciliani per una festa che commemora la loro liberazione dai Ciclopi . Glauco ricorda la sorgente vicino alla quale vide Scilla per la prima volta e desidera ardentemente tornarci con lei. Lei fissa il suo riflesso nell’acqua e cade a terra priva di sensi. Glauco è sopraffatto dalla disperazione, ma Scilla riprende conoscenza e fugge da Circe, invano: viene trasformata in una roccia circondata da mostri nello Stretto di Messina. Insieme al vortice mortale di Cariddi , ora incuterà terrore in quel luogo.
Note tratte e riassunte da Wikipedia
https://fr.wikipedia.org/wiki/Scylla_et_Glaucus
Scarica gratis: Scylla et Glaucus. Suite di Jean-Marie Leclair.




