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Ugo Santamaria

Ugo Santamaria
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In quella giornata afosa di luglio l’antico palazzo Grimani situato in una delle vie meno frequentate di Vicenza, pareva deserto e addormentato. Le finestre che davano sulla strada erano chiuse ermeticamente…
Il fratellino prese per la mano la sua sorellina e disse: «Da quando è morta la mamma, non abbiamo più avuto un’ora buona; la matrigna ci picchia ogni giorno e quando le andiamo vicino ci respinge col piede. Le croste di pane raffermo, gli avanzi sono il nostro pranzo; meglio di noi sta il cagnolino sotto il tavolo; spesso gli getta qualche buon boccone. Se nostra madre lo sapesse! Vieni, andremo insieme per il vasto mondo».
Una volta c’erano un re e una regina, che vivevano in pace l’uno con l’altro e avevano dodici figli, che però erano tutti maschi. Or dunque il re disse alla regina: «Se il tredicesimo figlio che tu metterai al mondo sarà una bambina, uccideremo i dodici maschi affinché la ricchezza della bambina sia grande e il regno spetti a lei sola».
In generale, quando il dottor de Roberti invitava a pranzo i suoi colleghi, dimenticava le noie della professione, era allegro, vivace, spiritoso, parlava di cose frivole, e gli pareva d’esser ritornato ai bei tempi in cui era studente.
Nei tempi antichi viveva un re le cui figlie erano tutte belle, ma la più giovane era così bella che lo stesso sole, che pure ha visto molte cose, si meravigliava ogni volta che i suoi raggi le sfioravano il volto.
Quando donna Mimma col fazzoletto di seta celeste annodato largo sotto il mento passa per le vie del paesello assolate, si può credere benissimo che la sua personcina linda, ancora dritta e vivace:
Dinanzi a una grande foresta viveva un boscaiolo con la moglie; avevano un’unica figlia di tre anni. Ma erano così poveri, che non avevano neanche il pane quotidiano e non sapevano che cosa dare da mangiare alla bambina. Un mattino il boscaiolo, pieno di preoccupazioni, andò…
Il dottor Guido Sormani diede un’occhiata all’orologio e fece il gesto d’alzarsi. La signora Carlotta Ivaldi gli pose la mano sul braccio e gli disse con uno sguardo supplichevole…
C’era una volta un povero contadino, che non aveva terra, ma solo una casettina e una figlia unica. Disse la figlia: «Dobbiamo domandare al signor re un pezzettino di terra». Quando il re udì della loro miseria regalò loro un angoletto di terra coltivabile che lei e il padre circondarono con una siepe, vi seminarono un pochino di grano e qualche albero da frutta.