Presentando Annie Vivanti e la sua opera poetica, Giosuè Carducci disse: «Conoscevo tre sole poetesse fino ad ora: Saffo, la Browning, Marceline Desbordes-Valmore». Questo attesta ed esemplifica bene in che maniera la poesia di Desbordes-Valmore sia stata tenuta in considerazione anche dopo la sua morte e nei primi decenni del XX secolo. La critica la colloca abitualmente tra i “romantici minori” ma il favore con la quale venne e viene accolta è sempre stato disomogeneo e discontinuo; d’altra parte anche il valore della sua produzione si presenta in maniera abbastanza diseguale. Le sue prime raccolte poetiche esprimevano in realtà difetti e limiti portati da un sentimentalismo piuttosto convenzionale. Tuttavia la spontaneità dell’espressione e una libertà quasi irrazionale nella scelta della forma conduce ad esiti ritmici molto interessanti, tali da aver suscitato, oltre alla già citata manifestazione di plauso da parte di Carducci, l’interesse e spesso persino l’entusiasmo di poeti come Baudelaire, Verlaine, Aragon, Mallarmé, Colette e Breton. La sua opera poetica completa è stata riproposta in edizione critica nel 1973. I temi dell’amore, della donna, della maternità, sono i cardini della sua ispirazione poetica, trattati sempre con una vena di nostalgica tristezza congiunta ad una emozione ardente. Verlaine disse che era capace di affondare il coltello nel dolore e nell’estasi con la grandezza di Saffo e la virulenza di santa Teresa d’Avila.
Riproposta anche in Italia con nuove traduzioni in anni recenti, noi abbiamo basato questa edizione elettronica sulla traduzione del 1926 di Valter Vaccari (1896-1955) attivo nell’ambito della traduzione e di opere biografiche, alcune pubblicate postume, che affronta questa traduzione poetica in maniera molto rispettosa dell’espressione letterale dell’autrice, rinunciando però talvolta alla valorizzazione metrica. La tensione lirica delle emozioni è però rispettata e resa in maniera efficace.
Il libro è impreziosito dalle illustrazioni del pittore e illustratore Luigi Melandri (1892-1955).
Sinossi a cura di Paolo Alberti
Dall’incipit del libro:
Voi, austeri, che condannate la tenerezza
voi che aveste una primavera senz’ebbrezza,
che avete per 1’ amore solo occhi corrucciati,
perdonatemi i miei versi: non sono per voi.
Tu dall’anima insieme amante ed infelice,
tu che invochi l’incontro d’un’altra anima che ti ami,
se io posso incontrare i tuoi occhi pietosi,
indovina, indovina il mio segreto… È il tuo.
Scarica gratis: Liriche d’amore di Marceline Desbordes Valmore.
