Composta il 4 agosto 1910 e dedicata al pianista Rudolf Ganz, la Sonatina n. 1 appartiene alla fase più intensa della ricerca estetica e linguistica di Ferruccio Busoni. Eseguita per la prima volta a Basilea il 30 settembre dello stesso anno e pubblicata a Lipsia da J. H. Zimmermann, l’opera è concepita per pianoforte solo e si sviluppa in un unico grande movimento, articolato in sezioni strettamente collegate fra loro.
Il titolo di «sonatina» è volutamente anticonvenzionale: Busoni non adotta il tradizionale modello della forma-sonata, ma costruisce un organismo musicale nel quale il materiale tematico viene continuamente trasformato. La composizione nasce dalla rielaborazione del Preludietto, Fughetta ed Esercizio e dell’Epilogo appartenenti alla raccolta An die Jugend BV 254 del 1909. Lo stesso Busoni la descrisse come una rielaborazione «organicamente condensata» di quei materiali e come uno dei suoi lavori pianistici più maturi.
L’opera si apre con la significativa indicazione Semplice, commovente: una melodia apparentemente limpida introduce un percorso che si fa progressivamente più inquieto e complesso. Alla sezione iniziale segue una Fughetta, quindi un Allegretto elegante, una ripresa trasformata del materiale iniziale e infine l’Epilogo, derivato direttamente da An die Jugend. La letteratura analitica ha interpretato questo percorso anche come un tema sottoposto a sette variazioni, sottolineando così la continua metamorfosi del materiale musicale.
Sul piano armonico, la Sonatina rappresenta uno dei momenti più avanzati della ricerca di Busoni prima della Prima guerra mondiale. Il riferimento iniziale alla tonalità di la minore viene progressivamente destabilizzato dal cromatismo, dalle sovrapposizioni armoniche e dall’impiego della scala per toni interi, particolarmente evidente nei passaggi virtuosistici. La tonalità non viene semplicemente abbandonata, ma continuamente ampliata e resa ambigua.
La Sonatina n. 1 costituisce così un punto d’incontro fra passato e futuro: il contrappunto richiama Bach, la chiarezza del disegno rimanda alla tradizione classica, mentre l’armonia espansa, il cromatismo e la scala per toni interi proiettano la musica verso il Novecento. La sua originalità consiste proprio nella capacità di Busoni di trasformare materiali già esistenti in una nuova forma, senza rinunciare né alla memoria della tradizione né alla ricerca di un linguaggio futuro.
Scarica gratis: Sonatina n° 1 per pianoforte, BV 257 di Ferruccio Busoni.




