È un romanzo pressoché dimenticato questo di Francesco Mastriani, prolifico autore napoletano del secolo XIX di cui Liber Liber ospita già alcuni titoli. Fu infatti stampato nel 1868, e una seconda volta, sempre a Napoli da editori locali; possiamo quindi presumere che la sua diffusione altrove in Italia sia stata alquanto limitata; ed attualmente l’originale è disponibile solo in due biblioteche napoletane.
Eppure avrebbe meritato maggior fortuna, anche per la trama romantica, che secondo le consuetudini dell’epoca conduce dopo molte vicissitudini ad un lieto fine, seguito però dopo breve tempo da un dramma famigliare.
Il protagonista è Lorenzo, un giovane borghese palermitano, che si innamora della bellissima Eufemia, animo nobile e timido, ma purtroppo dalla salute cagionevole. Non è solo per la sua malattia che Eufemia si mostra con Lorenzo enigmatica e riservata: gli confessa di amarlo, ma afferma di non voler sposare nessuno. Eufemia ha un segreto, ma anche Lorenzo ne ha uno, e nel caso di lui, si tratta di una avventura galante con una misteriosa fanciulla, che ha incontrato soltanto al buio e di cui ignora tutto, dalle fattezze al nome. La logica del racconto vuole che dopo avere amato entrambe le donne, la ritrosa Eufemia e la passionale sconosciuta, Lorenzo sia costretto, immobile per un grave incidente, a riflettere: sceglie la prima, quella che gli ha confessato che non la potrà mai avere, e dimentica la seconda, quella che ha posseduto con tanta passione. Ma siamo solo a metà del libro, e non ne sveleremo certamente il prosieguo!
La vicenda si basa, da una parte, su uno dei “giochi di equivoci” caratteristici della letteratura d’appendice; ma dall’altra su una intuizione di natura medica, anzi psicanalitica; intuizione che viene trattata con delicatezza tale da non urtare le sensibilità delle giovani donne, le avide lettrici del genere romanzesco, ma che fu poi ripresa con ben altra autorevolezza e scientificità dai “padri” della scienza psicanalitica moderna, Freud e suoi contemporanei, negli studi rivolti a caratterizzare le cosiddette “malattie femminili” dell’epoca. E per non scandalizzare le lettrici di fronte a un tema decisamente osé, Mastriani mette tutta la vicenda in bocca a Lorenzo, e si fa semplicemente il trascrittore della storia che Lorenzo nel corso di alcune serate gli racconta.
Sinossi a cura di Gabriella Dodero
Dall’incipit del libro:
La sera del 2 febbraio ultimo (1868), io tornavo da Sarno, dov’ero andato a respirare per un paio di giorni l’aria fina delle montagne e rivedere i miei vecchi amici impiegati in quella grandiosa Filanda di lino e canape, unica forse in Italia.
Una delle cose più dilettose al mio cuore è il rivedere i luoghi, dove trascorse qualche perioduccio della mia giovinezza, ovvero le persone colle quali io più avevo a trattare in que’ tempi della mia vita. Alla età di sedici anni, io venni da Carlo Filangieri, principe di Satriano, impiegato nella Società Industriale Partenopea, impiego che mi occupò fino all’anno ventiquattresimo della età mia, e che fui costretto a lasciare come sterile, faticoso e senz’avvenire alcuno.
In quel tempo la Società Industriale Partenopea avea versato gran parte de’ suoi capitali in un’ardita impresa, qual si fu quella degli zuccheri di barbabietola, di cui una vasta fabbrica era surta, quasi per incanto, in un paesello abbastanza ameno del Principato Citeriore, che pur gode una certa rinomanza nella storia delle Due Sicilie, sia perchè questo paesello die’ i natali a uno de’ famosi tredici Italiani che si batterono contro i burbanzosi Francesi a Barletta, sia perchè su le sponde del Sarno fu combattuta memorabile battaglia.
Scarica gratis: Eufemia, ovvero Il segreto di due amanti di Francesco Mastriani.


