Il dibattito tra materialisti e spiritualisti si sa, è vecchio come l’uomo, forse perché è il conflitto che, in fondo in fondo, ogni donna (o uomo) porta dentro di sè: pensare al pane o allo spirito?

Papini e Croce, in questo scambio di opinioni svoltosi sulla rivista “Leonardo” nel settembre del 1903, ispirati dalle correnti filosofiche del loro tempo, lo rispolverano e nonostante il Croce, coerentemente con la visione della realtà di Hegel, tenti un annientamento di questo dualismo qui si trova a doversi difendere dagli attacchi del materialismo del Papini, che argomenta la sua critica con i temi a cui la nostra società è molto affine; per cui la vera difficoltà la troveremo nella comprensione delle teorie sulla trascendenza dello spirito che professa il Croce nella sua filosofia, piuttosto che nell’accogliere le critiche del Papini.

Ma la filosofia di Croce, pur parlando di spirito, non prevede l’adesione ad alcun tipo di fede religiosa; invece rischiara con l’uso della logica la funzione dello spirito nello svolgimento della materia, nelle forme che essa assume nel corso del tempo e, in un altro scritto (Breviario di Estetica disponibile su Liber Liber) nelle forme che gli imprime l’arte. Così, passo dopo passo, ci conduce all’analisi dell’argomento principale di tanto discutere, la validità della logica matematica nell’esercizio del giudizio che anticipa alcune delle sue critiche fondamentali alla scienza matematica di cui si troverà a dibattere con Giovanni Vacca.

Ma questa è una storia che ci riserviamo di raccontarvi più approfonditamente in un’altra occasione.

Sinossi a cura di Alzetta Luca

Dall’incipit del libro:

Mio caro Papini,
Dunque, le cose stanno proprio così? Davvero abbiamo già costituite due scuole, l’una a Napoli, l’altra a Firenze, l’una razionalistica, l’altra prammatistica, l’una in certo qual modo asservita allo straniero tedesco, l’altra a quello anglosassone? Io non so se, quando saremo divenuti materia storica (tutto diventa materia storica), qualche erudito del futuro ci raggrupperà in iscuole; ma so bene che per ora, cioè finchè vivo, nel mio animo questa idea di scuola non riesce ad entrare, e non posso rassegnarmi a considerarla legittima. E son disposto a far eco a Maffeo Pantaleoni, il quale, inaugurando alcuni anni fa il suo corso di economia politica nell’università di Ginevra, e prendendo per tema appunto le differenze di scuola in economia, ebbe a dire, alquanto brutalmente, che a suo parere nella scienza economica le scuole sono sempre soltanto due: quelli che la sanno e quelli che non la sanno. Se il vostro prammatismo giungerà a dissipare la mia ignoranza, cioè a convincermi, vi avverto che per mio conto passerò armi e bagaglio alla scuola di Firenze, anche a rischio di lasciar Napoli senza una scuola propria: danno, che i miei concittadini mi perdoneranno assai facilmente, tanto più che non se ne accorgeranno.

Scarica gratis: Intorno alla Logica di Benedetto Croce.