“Tigre” presenta dei riff ossessivi oltre ad una ritmica gagliarda che sostiene il tutto e fa battere il nostro cuore. I bridge sono tanto azzeccati, come, per esempio, quella strofa/bridge di metà pezzo. Il songwriting semplice e di impatto serve per esaltare il carisma del frontman Landi oltre che il mood spigliato della canzone.
“Rumore” mostra un alternative rock corposo con un songwriting azzeccato. Il chorus con la parola Rumore ripetuta diverse volte è magnifico. Un cavallo di battaglia per i live della band. Che figata il bridge dopo le due strofe e i due ritornelli! Che solo di chitarra verso il finale!
“Limiti” offre un drumming notevole. Un pezzo di grande energia e dinamismo, un pezzo che funziona un sacco. Ancora un chorus che impariamo subito a memoria. Ci sono distorsioni deflagranti nell’ultima strofa del pezzo. “Spettro” si caratterizza per altri riffoni di chitarra e drumming importante. “Se” presenta una chitarra dorata/luminosa in esordio poi il pezzo si apre con chitarra effettata. Altri riff sostengono la strofa.
“Il Velo di Maya” è una delle perle del disco, uno di quei pezzi dove tutto sembra funzionare alla perfezione. Il cantato di Landi e quei riff sembrano procedere all’unisono. Il chorus ti viene di cantarlo sotto la doccia, sul divano, per strada etc. Anche qui solo di chitarra/bridge che eleva il pezzo.
Di “Padre nostro” spicca sia il chorus tanto accattivante che l’elettronica che prende sempre più corpo nel pezzo rendendo questa song di The Fottutissimi una sorta di electro rock. Alcuni cori in sovra-incisione e ripetuti scatenano appeal insieme ad alcuni riff di chitarra. Un pezzo mordace, una song non concepita per il relax, di certo, una song concepita per stravolgere animi, per travolgere le masse.
“Chatgpt”(https://www.youtube.com/watch?v=5PLLlndXnk4 ) è presente su Youtube con un video alquanto esilarante. È un pezzo quantomeno energico, frizzante, una song che scatena tanto appeal. Qui, come altrove, dei cori in sottofondo funzionano come “esche” per l’ascoltatore.
“Shout” con Alteria, cover del celebre brano dei Tears for fears, funziona davvero una meraviglia con queste strofe divise tra Landi e la speaker/cantante italiana. Stupendo l’arrangiamento: i The Fottutissimi ha trasformato il brano in modo magnifico riuscendo a far spiccare, tra l’altro, il cantato di Alteria che, nella strofa, si accompagna benissimo con la chitarra. I cori in sottofondo impreziosiscono pezzo. Il ritornello in due davvero figo. Figo anche il bridge verso l’outro della canzone.
“Sogni appesi” è l’ennesimo pezzo che serve per fornire altra materia a questo disco sontuoso, ricco, pieno di significati.
The Fottutissimi propone il classico alternative rock in salsa italiana. Il loro alternative rock è sia pop che esplosivo ma anche abrasivo e, a tratti, ricercato. Lello Landi, con il suo inconfondibile carisma, alza il livello della band. “Il Velo di Maya”, “Padre nostro”, “Rumore”, “Limiti” e “Chatgpt” sono tra i pezzi più riusciti del disco. Ovviamente bisogna aggiungere “Shout” alla lista, anche se è una cover.
Link streaming: https://open.spotify.com/intl-it/album/056pWwC03OrpV8HdOKIsDz





