di Silvia Buda

C’era una volta, in una rigogliosa foresta, ai margini di un ruscello, una piccola tartarughina di nome Tartarina.

A prima vista, Tartarina sembrava una tartaruga come tutte le altre, con il suo carapace verde e gli occhietti brillanti ma, Tartarina aveva una caratteristica che la rendeva davvero unica: era ancora più lenta di tutte le altre tartarughe, sue coetanee.

Si sa che, la maggior parte delle tartarughe è nota per la loro proverbiale lentezza, dal canto suo, Tartarina era famosissima per essere la tartaruga più lenta che si fosse mai vista.

Gli altri animali della foresta spesso scherzavano su quanto tempo impiegava Tartarina per attraversare il prato. Ma, a differenza di ciò che si potrebbe pensare, questa lentezza non era un difetto, bensì una dote speciale che Tartarina portava con orgoglio.

Grazie alla sua estrema lentezza, Tartarina poteva vedere il mondo con occhi nuovi e saggi, in un modo che nessun altro animale poteva fare.

Mentre attraversava il prato con calma, poteva notare i piccoli particolari della natura: il vento che soffiava dolce e delicato e che accarezzava le foglie, il sole che giocava alle ombre cinesi con i rami degli alberi, e i fiori colorati che sbocciavano in tutta la loro bellezza.

Tartarina aveva il tempo di fermarsi e apprezzare ogni singolo dettaglio della foresta.

Un giorno, mentre Tartarina si muoveva lentamente lungo il ruscello, incontrò un leprotto di nome Bolt. Bolt che, era molto famoso per la sua velocità, era in viaggio per partecipare a una gara di corsa, e quando vide Tartarina, decise di fermarsi per un momento. “Oh, cara Tartarina,” disse Bolt sorridendo, “non parteciperai mai a una gara… con quella velocità!”.

Tartarina dapprima non disse nulla al leprotto, gli sorrise gentilmente, poi aggiunse: “Forse è vero,” rispose, “ma mentre tu corri, io ho il tempo di vedere il mondo e imparare tante cose. Posso ascoltare il canto degli uccellini, ammirare fiori e piante e sentirne il profumo.

La mia lentezza è una dote speciale che mi permette di vivere pienamente ogni istante.”. Le parole di Tartarina fecero riflettere non poco il piccolo leprotto Bolt che, si rese conto che nella sua corsa continua, spesso dimenticava di apprezzare le meraviglie intorno a lui. Decise così di rallentare, almeno per un giorno, e accompagnare Tartarina nella sua passeggiata.

Insieme, scoprirono la bellezza della foresta: ammirarono anatroccoli e pesciolini, osservarono le farfalle danzare tra i fiori, si sedettero a guardare il tramonto e poi la notte stellata. Il piccolo Bolt capì che c’era molto da imparare dalla lentezza di Tartarina.

Da quel giorno, Bolt e Tartarina furono grandi amici. Grazie a Tartarina, Bolt imparò l’importanza di rallentare e vivere il momento presente. E dal canto suo, Tartarina continuò a vivere felicemente nella foresta, apprezzata e amata per la sua speciale dote di essere la tartarughina più lenta di tutte, ma anche la più saggia.

Fine.


Questo racconto fa parte del progetto LiberBimbi.