Storia contemporanea è il titolo della tetralogia, scritta da Anatole France a partire dal 1897 e terminata nel 1901. L’autore, ormai affermato, già insignito della Legion d’onore e reduce dal grande successo del recente Le Lys rouge (1894, Il giglio rosso), nel 1896 è nominato accademico di Francia. In questo periodo la sua storia personale ma soprattutto la Storia francese lo chiamano ad un maggiore impegno politico, che concretizza anche descrivendo la società del suo tempo attraverso le pagine dei romanzi della tetralogia.
Siamo sul finire del XIX secolo. Negli ultimi cinquant’anni la Francia è passata da un breve periodo repubblicano, ad un ritorno all’Impero, e infine ad una Terza Repubblica. Durante la Terza Repubblica si trovarono ad alternarsi al governo monarchici conservatori e repubblicani più o meno moderati.
Questa alternanza di monarchie e di repubbliche, di conservatori e di repubblicani, è uno dei temi principali in tutti i quattro romanzi della tetralogia.
Altro tema importante è il rapporto dello Stato francese con la Chiesa. Nel 1801 Napoleone I aveva riconosciuto, con un Concordato, la religione cattolica come maggioritaria. La Chiesa si era apertamente schierata al fianco della monarchia nel periodo della restaurazione (1815-1830); in seguito, e principalmente nei periodi repubblicani in cui erano promosse politiche laiche, il conflitto tra Stato e Chiesa era stato continuo. Ma anche sotto Napoleone III la tensione era comunque viva, soprattutto quando l’imperatore assunse un atteggiamento più liberale e soprattutto quando, nel 1860, tese ad appoggiare il processo di unificazione italiano, contrario agli interessi del Papato.
Infine – e questo è un altro tema fondamentale – tra il 1894 e il 1906 la società francese fu investita dall’Affaire Dreyfus, che divise in modo profondo e acceso l’opinione pubblica francese tra coloro che ritenevano il capitano alsaziano di origine ebraica Alfred Dreyfus colpevole di alto tradimento e spionaggio a favore della Germania e chi lo riteneva innocente. Tra i primi, gli ‘antidreyfusardi’, erano gli ancora numerosi monarchici e quanti erano legati al mondo militare; tra i ‘dreyfusardi‘ erano molti intellettuali, tra questi Émile Zola e lo stesso Anatole France. La vicenda terminò con il riconoscimento dell’innocenza di Dreyfus. Ma indubbiamente le polemiche intorno a Dreyfus fecero lievitare la tensione della popolazione contro le persone di origine ebraica.
Abbiamo scelto, come anche suggerito dalle norme dettate da SBN (Servizio Bibliotecario Nazionale) e che Liber Liber segue nelle sue pubblicazioni, di racchiudere i quattro romanzi sotto il titolo comune di Storia contemporanea, anche perché riteniamo che la lettura di essi vada fatta preferibilmente seguendo l’ordine nel quale sono stati creati da France e che rispetta una sequenza cronologica degli avvenimenti e ne rende una migliore comprensione. I personaggi sono gli stessi; eventi raccontati ad esempio nell’ultimo romanzo, ll signor Bergeret a Parigi, non sarebbero ben compresi leggendolo isolatamente.
Sinossi a cura di Claudia Pantanetti, Libera Biblioteca PG Terzi
Dall’incipit del libro:
Il salotto dove stava il cardinale-arcivescovo per ricevere le visite era stato rivestito, sotto Luigi XV, di tavolati di legno scolpito dipinti in grigio chiaro. Figure di donne assise in mezzo a trofei occupavano gli angoli dei cornicioni. Sulla caminiera, lo specchio in due pezzi era coperto, nella parte inferiore, d’un drappo di velluto cremisi su cui spiccava tutta bianca una Madonna di Lourdes con la sua bella sciarpa azzurra. Lungo le pareti, in mezzo alle intelaiature, erano sospese lastre di smalto incorniciate di velluto granata, ritratti stampati a colori dei papi Pio IX e Leone XIII, e lavori di ricamo, ricordi di Roma o doni delle pie dame della diocesi. Modelli in gesso di chiese gotiche o romane ingombravano le mensole dorate: al cardinale-arcivescovo piacevano le costruzioni. Dal rosone di finta roccia pendeva un lampadario merovingio eseguito su disegno del signor Quatrebarbe, architetto diocesano, cavaliere dell’ordine di San Gregorio.
Monsignore, rialzando la sottana sulle calze violette e riscaldando al fuoco le gambe corte e salde, dettava una pastorale, mentre, seduto al gran tavolo di rame e tartaruga, sormontato da un crocefisso d’avorio, il signor di Goulet, vicario generale, scriveva: «Affinchè nulla venga a turbare nelle nostre anime le gioie del Carmelo…».
Scarica gratis: Storia contemporanea. 1, L’olmo del Mail ; 2, Il manichino di vimini, Storia contemporanea. 3, L’anello d’ametista, Storia contemporanea. 4, Il signor Bergeret a Parigi di Anatole France.



