Il romanzo ripercorre la vita di Nerone, dei suoi delitti e dei suoi amori. Le donne raccontate sono tutti personaggi storici: la madre Agrippina, la sposa Ottavia, l’amante Atte, la seconda moglie Poppea. Personaggi storici sono anche Seneca e Saulo (San Paolo), ma l’amicizia tra i due descritta nel romanzo è invenzione dell’autore, forse frutto della antica leggenda sulle lettere che si sarebbero scambiate.

Le avventure sono romanzesche, e note dalle storie romane, ma il tono è fin troppo erudito: numerosi i termini latini che l’autore introduce e si sente in dovere di spiegare nelle altrettanto numerose note a piè pagina. L’effetto sul lettore moderno è un po’ spiazzante: è come vedere uno sceneggiato in cui ogni tanto spunta Piero Angela a raccontarti di cosa si parla.

Sinossi a cura di Claudio Paganelli

Dall’incipit del libro:

Nella storia di Roma l’êra Cesarea fu quella che più colpì la fantasia di prosatori e poeti.
La maggior parte dei cronisti sorvola sull’epoca dei Re e della Republica e non s’occupa che dell’Impero Romano. Essi lasciano a Dante ed agli scrittori del Rinascimento avanzato l’ammirazione per gli eroi della Republica, e invece minutamente raccontano le glorie e le corruttele degli Imperatori.
Le vittorie di Giulio Cesare, le gesta guerresche e la sagace legislazione di Augusto, le lascivie di Tiberio, le stravaganze di Caligola sembrano interessarli assai più che le virtù dei Manlii, dei Decii, dei Fabii, dei Scipioni e dei Catoni.
Ma sopratutto appaiono impressionati dalla triste celebrità di Nerone, e pongono ogni studio per renderla più odiosa. Le leggende del medio evo lo dipingono come un vero demonio. La tedesca Kaiserchronik‍1 lo proclama l’uomo il più malvagio che nascesse di madre.
Gli scrittori delle citate leggende, sopratutto quelli della Graphia e dei Mirabilia, raccontano sugli splendori e le ricchezza di Roma cose le più fantastiche, favole le più inverosimili. Così, trasportati dall’esecrazione, che loro inspirava il feroce Domizio per la persecuzione contro i cristiani, esagerano anche, parlando di lui, e gli attribuiscono delitti, che non commise, nè poteva commettere; come non bastassero quelli, di cui si rese colpevole, e che ci sono tramandati dagli antichi scrittori latini, fra cui Cajo Svetonio Tranquillo che, nella Vita dei Dodici Cesari, mette crudelmente a nudo la corruzione degli Imperatori Romani.

Scarica gratis: Le donne di Nerone di Luigi Capranica.