Napoli 30 marzo 2026 – Una pioggia sottile bagna le strade quasi deserte di Napoli, mentre sotto le luci del Metropolitan la città sembra essersi tutta raccolta in un unico respiro. Dentro un cinema. Al Metropolitan arriva Massimiliano Gallo. Completo blu, visibilmente emozionato. Non un ingresso da star: un abbraccio, un gesto umano verso chi lo attende. Fotografie, strette di mano, sorrisi. E tanti ragazzi: molti di loro avevano partecipato al film, e l’emozione era palpabile. Accanto a lui c’era Enzo Avitabile, mentre Enzo Gragnaniello seguiva la serata come ospite speciale. Due voci, due percorsi, ma un’unica Napoli che respirava tra cinema e musica. L’anteprima ha avuto anche una presenza istituzionale significativa: il presidente della Regione Campania Roberto Fico, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, il prefetto Michele Di Bari, la presidente della Film Commission Campania Titta Fiore e la direttrice regionale Cultura Rosanna Romano. Una serata con il peso di un vero evento cittadino, non solo cinematografico. La Salita uscirà il 9 aprile, ma questa anteprima basta a far capire la natura del film: un esordio alla regia con urgenza, cuore e tecnica. Non è un tentativo: è un’opera già compiuta.

La scrittura è condivisa (Gallo, Riccardo Brun, Mara Fondacaro) e la produzione unisce più realtà, tra cui Rai Cinema. Ma ciò che arriva sullo schermo sembra unico. La musica di Avitabile è linfa: Addore ’e libertà, monodia su una sola nota sospesa nel tempo, avvolge la sala come un respiro collettivo. Non accompagna le immagini: le plasma, le respira, le rende vive.

La storia affonda nella realtà. Nel 1983, il bradisismo di Pozzuoli costringe a spostare le detenute del carcere femminile. Alcune finiscono a Nisida, nel carcere minorile. È lì che arriva Eduardo De Filippo — incarnato da Mariano Rigillo — per aprire una scuola di scenotecnica, insieme a Gianfelice Imparato, nel ruolo di direttore del carcere. Teatro dentro il carcere. Non fuga, ma restituzione. Il racconto si allarga: una madre, legata alla malavita, cerca vendetta e coinvolge un ragazzo che sta per uscire dal carcere. Tra loro nasce quasi una storia d’amore.

La tensione c’è, ma non schiaccia il film. Non è buio gratuito. È precisione narrativa. E prende posizione. Non rincorre modelli già visti, non scivola nella fiction pur essendo legato al sistema produttivo. La distribuzione Fandango conferma la dignità cinematografica. E il cinema, qui, si vede. Tra le inquadrature della Napoli notturna, del Golfo di Napoli, i campi lunghi che isolano i personaggi nel cortile di Nisida e i movimenti sobri della macchina da presa, il cinema prende corpo. Ma soprattutto nella regia degli interni: teatrale, sì, ma mai rigida. Pause, corpi, distanza tra gli attori: ritmo vivo, respiro naturale.

Il cast è corale: Antonio Milo e Gianfelice Imparato solidi; Rigillo, invece, domina senza ostentazione. Il suo Eduardo non è imitazione. È trasformazione totale. Gallo lo racconta: un “transfer” completo. C’è una scena in cui i ragazzi dovrebbero applaudire. Ma restano immobili, colpiti, come se avessero dimenticato perfino di recitare. È un silenzio che parla più di qualsiasi parola. Ed è forse lì che il film trova la sua verità. Tra i giovani interpreti, spicca la prova di Alfredo Francesco Cossu. Fresco, intenso, capace di emergere senza mai forzare la scena, crea un personaggio memorabile tra i ragazzi del carcere, conferendo naturalezza e spessore emotivo.

La Salita è già passato dal Bif&st, vincendo un premio. Ma più dei riconoscimenti conta ciò che lascia: un’opera che rimette al centro una domanda antica. La stessa che si faceva Eduardo. Cosa stiamo facendo, davvero, per i giovani? Napoli, intanto, ha provato a dare una risposta. Tra silenzi, applausi e respiri sospesi. Sotto la pioggia, insieme, respirando Napoli. Dentro un cinema.

Anno: 2026
Paese: Italia
Regia: Massimiliano Gallo
Cast: Roberta Caronia, Alfredo Francesco Cossu, Mariano Rigillo, Antonio Milo, Shalana Santana, Gianfelice Imparato, Maurizio Casagrande, Massimiliano Gallo
Durata: 90 min
Genere: Dramma