Dall’introduzione del libro: Molti hanno scritto sugli Dei degli antichi, et in diversi modi, illustrando alcuni la progenie, alcuni la natura, et altri ancora i diversi nomi. Il solo che però abbia descritto le immagini che li rappresentavano è stato Vincenzo Cartari. Tale suo lavoro è raccolto nel presente Libro, con le spiegazioni di ciascuna immagine, basandosi sulle descrizioni degli Autori antichi.

Lo scopo è quello di offrire non solo una lettura piacevole, ma anche di essere utile alla conoscenza delle antichità e per offrire dei riferimenti ai Pittori e agli Scultori, i quali, possono prendere queste descrizioni come basi per le loro invenzioni.

Le descrizioni sono numerosissime e sono associate ai popoli e/o ai personaggi che le hanno fatte.

La realizzazione del progetto di fornire modelli agli artisti era strettamente legata al corredo figurativo del testo che apparve solo con le incisioni curate da Bolognino Zaltieri per l’edizione veneziana del 1571. Tali figure contribuirono in maniera decisiva all’affermazione dell’opera. Sulla fine del sec. XVI e per tutto il XVII le Imagini costituirono, come era nelle intenzioni dell’autore, il manuale d’uso per le arti figurative, ed in particolare per la pittura, in tutta l’Europa occidentale. Il successo dell’opera non è stato offuscato nemmeno dalla pur fortunatissima Iconologia di Cesare Ripa (apparsa a Roma nel 1593), tanto più in linea con i principi ed i gusti artistici della Controriforma.

Sinossi a cura di Gianluigi Trivia

Dall’incipit del libro:

SOLEVANO gli Antichi qual volta era alcuno di cosa fuor dell’uso commune, ò volgare l’inventore, ò pure che di quella (quasi spenta) ne havesse al Mondo dato una qualche nova riforma, ò se ne fosse ancho più d’altri dilettato; solevano (dico) essi quel tale per lo più collocar nel numero, che havevano de’ tanti lor Dei; et sempre che solevano trattare, ò parlare di quella tal cosa, usavano prima d’invocar esso Dio, perche lor fosse propitio, et à lui dedicavano l’operatione, che d’indi nasceva, come bene, et in più luoghi della presente opera si legge; Per il che volendo io seguire esso costume, che (cavatane la Deità, la quale ad altri, che ad un solo non si conviene) parmi santo, et ragionevole; hò ardito di porre nel principio del presente volume il nome della Vostra Signoria Illustrissima, et à quella dedicarlo, presentarlo, et donarlo; perche veramente contenendosi in esso cose d’Antichità, et che si trovano per lo più ò formate in statoe, et di pietra, et di bronzo, ò scolpite in medaglie et d’oro, et di argento, et di altra sorte metalli, delle quali Vostra Signoria Illustrissima ne hà sì gran copia, che poco vi si può aggiungere (come quella, che oltre al potersi in tutte l’altre cose illustri paragonare co’ più sublimi, in particolar poi di cosi honorata professsione più di qual si voglia altro Principe, et persona privata se ne diletta) ben è degno, che à lei, et non ad altra sia egli dedicato, presentato, et donato.

Scarica gratis: Le imagini de gli dei de gli antichi di Vincenzo Cartari.