In un’atmosfera sospesa tra sogno e mito, Il Flauto Magico di Wolfgang Amadeus Mozart ha illuminato nell’ultima replica di aprile 2025 (26 aprile) il Metropolitan Opera House di New York, regalando al pubblico una delle rappresentazioni più straordinarie della stagione.
Questa nuova produzione, firmata dal regista visionario Simon McBurney, ha trasformato l’opera mozartiana in un’esperienza teatrale vibrante e multisensoriale, grazie a una scenografia dinamica e proiezioni digitali che hanno amplificato il senso di meraviglia e mistero insito nel libretto di Emanuel Schikaneder. L’orchestra, diretta con energia e finezza da Evan Rogister, ha saputo restituire la leggerezza e la profondità della partitura con una chiarezza cristallina, mentre il cast ha brillato in ogni parte.
Spiccano il Tamino di Ben Bliss, elegante e intenso, e la Pamina di Golda Schultz, capace di unire purezza vocale a una recitazione toccante. Ma è stata soprattutto la Regina della Notte di Kathryn Lewek a conquistare il pubblico con i suoi virtuosismi, suscitando un’ovazione dopo l’aria “Der Hölle Rache”. Straordinario anche il Papageno di Thomas Oliemans, divertente ma mai caricaturale, perfetto nel suo equilibrio tra comicità e malinconia.
La messa in scena è stata senza dubbio molto particolare: l’utilizzo di proiezioni, luci ed effetti sonori ha creato un continuo dialogo visivo e sonoro con la musica. Sul lato sinistro del palco, un disegnatore realizzava dal vivo opere proiettate su un grande schermo di fondo – prevalentemente frasi e parole chiave in tedesco – mentre sulla destra una rumorista dal vivo produceva effetti sonori sincronizzati con l’azione scenica. Soluzioni originali e coinvolgenti, che hanno reso più immediata e accessibile la narrazione, facilitando la partecipazione emotiva del pubblico.
Inoltre, l’accento posto su alcuni aspetti comici della narrazione ha sollecitato il pubblico a reazioni di ilarità per quasi tutta la durata dello spettacolo, cosa alquanto inconsueta nei nostri teatri europei. Questa vivace partecipazione ha contribuito a creare un clima di leggerezza e complicità, trasformando l’esperienza operistica in qualcosa di profondamente condiviso.
Il Metropolitan Opera House si conferma così come uno dei templi mondiali della lirica, capace di onorare la tradizione e insieme di proiettarla verso il futuro. Nato nel 1883 sulla Broadway originale e rinato nella sua attuale veste nel 1966 all’interno del Lincoln Center, il Met ha sempre rappresentato un simbolo di eccellenza artistica e innovazione. Con una capacità di oltre 3.800 posti e un palcoscenico tecnologicamente all’avanguardia, continua a essere il luogo ideale per produzioni di tale ambizione e raffinatezza.
La critica americana ha accolto questa nuova edizione con entusiasmo: il New York Times ha definito lo spettacolo “una straordinaria sintesi di teatro e musica, capace di parlare all’anima contemporanea senza tradire la purezza mozartiana”, mentre Opera News ha sottolineato “la capacità della regia di McBurney di restituire la tensione tra luce e tenebre con una sensibilità moderna ma rispettosa”.
Come ha scritto Mozart stesso a suo padre durante la composizione:
“La musica deve sempre servire a far brillare la verità del cuore”.
E mai come in questa occasione, la verità, la luce e la bellezza hanno trionfato.
Una produzione che, pur nella sua modernità, ha saputo restituire tutta la profondità, la freschezza e la poesia di un capolavoro senza tempo.
Struttura dell’opera
Il Flauto Magico è un Singspiel in due atti, caratterizzato dall’alternanza di numeri musicali e dialoghi parlati.
Atto I
– Ouverture (Mi bemolle maggiore)
– N. 1 Introduzione: Zu Hilfe! Zu Hilfe! (Tamino, le tre Dame)
– N. 2 Aria: Der Vogelfänger bin ich ja (Papageno)
– N. 3 Aria: Dies Bildnis ist bezaubernd schön (Tamino)
– N. 4 Recitativo e Aria: O zittre nicht, mein lieber Sohn! (Regina della Notte)
– N. 5 Duetto e Quintetto: Hm! Hm! Hm! Hm! (Tamino, Papageno, Tre Dame)
– N. 6 Terzetto: Du feines Täubchen, nur herein! (Monostatos, Pamina, Papageno)
– N. 7 Duetto: Bei Männern, welche Liebe fühlen (Pamina, Papageno)
– N. 8 Finale I: Zum Ziele führt dich diese Bahn (Coro, Tamino, Pamina, Papageno)
Atto II
– N. 9 Marcia dei sacerdoti
– N. 10 Aria: O Isis und Osiris (Sarastro)
– N. 11 Aria: Alles fühlt der Liebe Freuden (Monostatos)
– N. 12 Duetto: Bald prangt, den Morgen zu verkünden (Pamina, Tamino)
– N. 13 Aria: Der Hölle Rache kocht in meinem Herzen (Regina della Notte)
– N. 14 Aria: In diesen heil’gen Hallen (Sarastro)
– N. 15 Finale II: Pa-Pa-Pa-Papageno (Papageno, Papagena), Die Strahlen der Sonne (Coro)
Cast (27 aprile 2025)
- Tamino: Matthew Polenzani
- Pamina: Erin Morley
- Regina della Notte: Kathryn Lewek
- Papageno: Lawrence Brownlee
- Sarastro: Stephen Milling
- Papagena: Ashley Emerson
- Direttore d’orchestra: Yannick Nézet-Séguin
- Regia: Simon McBurney
Roberto Buono





