In una delle città più belle al mondo, dove si intrecciano sacro e profano, ricchezza e povertà, l’odore del mare e dei vicoli e le fragranze delle boutique di grido, anche la musica è un affascinante groviglio di armonie differenti che hanno reso Napoli uno spettacolare e fumante Vesuvio sonoro.
Tammurriata, tarantella, opera buffa, canzone classica dell’Ottocento, neomelodico… i più moderni blues, jazz, funk, soul, rock… i modernissimi rap e trap… sono solo alcuni dei generi che gli artisti napoletani hanno interpretato in modo unico e straordinario. Ma come non considerare le influenze della musica arabo-andalusa e la world music, a cui si aggiunge l’anima profonda del folk e della musica etnica? Sono i suoni della terra, i canti a fronna, le percussioni ancestrali, le grida roche della gente dei bassi, che trasformano la tradizione del “Sud del mondo” in musica universale.
In questo panorama emerge una donna che potrebbe chiamarsi Partenope, ma il mondo la conosce come Pietra Montecorvino.

Come Partenope, Pietra è una figura che potrebbe essere definita mitologica nel panorama artistico, musicale e culturale di una città che non ha eguali al mondo.

Bella, vera, autentica, selvaggia, passionale e, al tempo stesso, dolcissima e disponibile con i fan, ai quali risponde, senza darsi arie, con messaggi vocali, chiamandoli per nome.
La sua formazione artistica è avvenuta tra i vicoli di Napoli. Nelle sue performance vibrano le grida della gente, la poesia dei panieri che calano dai balconi, il profumo del ragù o della genovese, che lei trasforma in arte ed eleganza. I suoi studi di pittura la portano non solo a dipingere il mondo con il pennello, ma anche con la sua ineguagliabile voce. Graffiante, con venature scure, passa dal sussurro al grido roco e liberatorio: la sua voce è l’espressione di una femminilità autentica e ribelle, la voce di una Napoli nostalgica, appassionata, ma anche forte come la pietra di cui porta il nome.
Musa ispiratrice di Eugenio Bennato e del movimento Taranta Power, la sua musica non è solo un revival folk, ma una rielaborazione moderna e tutta partenopea dei ritmi del Sud. Pietra è un’artista e una donna in perenne movimento. Se il sodalizio artistico con Eugenio Bennato ha segnato un momento di svolta nella musica etnica e nella taranta, lei è andata oltre, cercando e imponendosi con la propria identità.
Brani come Sud, Senza voce, Uommene, ma anche rivisitazioni personalissime di Malafemmena e Luna Rossa, diventano i manifesti della sua voce e di uno stile  viscerale e meravigliosamente partenopeo.

(Foto tratta dal profilo ufficiale Facebook di Pietra Montecorvino)