L’opera “Il bacio” di Riccardo Zandonai è uno dei lavori meno noti ma interessanti del catalogo del compositore trentino, soprattutto perché rimasta incompiuta e rappresentata solo dopo la sua morte. Appartiene alla fase tarda della produzione di Zandonai e riflette le caratteristiche tipiche del suo stile:

  • forte influenza del verismo italiano
  • attenzione alla psicologia dei personaggi
  • ricchezza orchestrale e timbrica, influenzata da Richard Wagner e Richard Strauss

L’opera rimase incompleta probabilmente a causa della morte del compositore nel 1944, e venne successivamente eseguita in forma di concerto. Ruota attorno a una vicenda amorosa complessa, tipica del repertorio tardoromantico:

  • Al centro vi è una relazione amorosa contrastata, segnata da convenzioni sociali, gelosia e conflitti interiori.
  • Il “bacio” assume valore simbolico: non solo gesto d’amore, ma momento decisivo che sancisce una scelta morale o sentimentale.
  • I personaggi principali sono coinvolti in una rete di rapporti ambigui, dove passione e dovere entrano in collisione.
  • La narrazione tende a svilupparsi verso un esito drammatico o sospeso, coerentemente con l’estetica di Zandonai.

Poiché l’atto finale non fu completato, l’esito drammaturgico resta aperto o ricostruito solo parzialmente, elemento che contribuisce al fascino e alla rarità dell’opera.

Dati generali

  • Autore: Riccardo Zandonai
  • Genere: opera lirica (in 3 atti)
  • Librettisti: Arturo Rossato e Emidio Mucci
  • Fonte letteraria: opera tratta da un soggetto dello scrittore svizzero Gottfried Keller
  • Stato: incompiuta (atto finale non completato)
  • Prima esecuzione: 1954, postuma, presso gli studi della RAI a Milano

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