Pubblicato la prima volta nel 1946 questo romanzo rappresenta la decima e ultima avventura di Lemmy Caution. Con questo e-book, tratto dalla prima edizione italiana del 1949, concludiamo anche nel progetto Manuzio la pubblicazione delle avventure di questo straordinario G-men, popolarissimo almeno fino agli anni ’70 del secolo scorso, tanto da influenzare non solo la letteratura hard boiled ma anche la cinematografia.

Fu scritto subito dopo la fine della seconda guerra mondiale suscitando quasi generali apprezzamenti. Il “Times” definì Peter Cheyney il «Damon Runyon of crime»; (per i più giovani è forse opportuno ricordare che Damon Runyon, il quale sarebbe morto pochi mesi dopo la pubblicazione di I’ll Say She Does, fu un noto giornalista statunitense dallo stile inconfondibile per le sue cronache e che seppe esprimersi anche nella narrativa: alcune sue raccolte di novelle come Guys and Dolls sono lette e ristampate ancora oggi; noto anche per la sua attività nell’ambito della cinematografia).

Il libro fu stampato con una dedica che è stata omessa nella traduzione italiana e che riportiamo qui:

A TUTTI I PRIGIONIERI DI GUERRA ALLEATI in particolare a quelli rimpatriati sulla T.S. “DROTTNINGHOLM” SETTEMBRE 1944 in particolare al Comandante di Guerra Al Palmer, D.S.C., R.A.N.R. altrimenti detto “Skipper” (Il Pirata di Tobruk) e al Maggiore Brook Moore, Fanteria Australiana “BROOKIE” questo libro è affettuosamente dedicato.

Anche la premessa dell’autore è stata esclusa dalla traduzione italiana e la traduciamo noi per riportarla qui; è utile, credo, per comprendere il clima del periodo e anche alcune sfaccettature intuibili poi dalla lettura del romanzo:

«È giunto il momento in cui devo spendere qualche parola su il signor Lemuel H. Caution e su questo libro. I’ll Say She Does è il risultato di una promessa fatta a due coraggiosi ufficiali delle Forze Armate Australiane: il Tenente Comandante Al Palmer, D.S.C., e il Maggiore Brooke Moore. Ho detto loro che avrei scritto un romanzo su Lemmy Caution appositamente per loro e per i prigionieri di guerra. Eccolo. Nel 1944 mia moglie era tra gli ufficiali del “St. John Welfare” [opera assistenziale che ancor oggi si prodiga per servizi di primo soccorso in svariate situazioni] che andarono in Svezia per rimpatriare i prigionieri di guerra britannici sulla DROTTNINGHOLM, chiamata dai rimpatriati la “Trotting Home”. Durante il viaggio di ritorno si scoprì che si trattava della signora Peter Cheyney, e Palmer e Brooke le chiesero di riportarmi una lettera, scritta da loro a nome delle persone a bordo. Molti di questi uomini erano stati nei campi di prigionia per anni. Sono sempre stato piuttosto soddisfatto di aver inventato Lemmy Caution, che negli ultimi dieci anni si è fatto strada in una larga fetta di mondo e ha acquisito popolarità presso molte persone; ma posso dire senza eccessivo sentimentalismo che il momento di maggior orgoglio della mia vita di scrittore è stato quando ho letto questa lettera. Dicevano che durante gli anni di prigionia i libri di Caution avevano portato loro divertimento e risate, in momenti e circostanze in cui ridere non era particolarmente facile. Mi raccontavano aneddoti relativi a Lemmy Caution negli Stalag [abbreviazione di Stammlager, i campi di prigionia tedeschidestinati a custodire i prigionieri di guerra]: uno, del religioso che, camminando per il campo con il naso in un grande libro di Devozioni, alla fine si scoprì che sotto la copertina c’era invece Dames dont care. La lettera terminava… “e grazie per quello che hai fatto per noi”. In seguito, quando incontrai Skipper e Brookie e brindammo insieme con un memorabile “four fingers” [si intende una dose abbondante di whiskey], ascoltai il resto e dissi che, il prima possibile, avrei scritto un libro su Lemmy Caution per tutti i prigionieri di guerra e in particolare per quelli di DROTTNINGHOLM, per i quali nutrivo un interesse personale particolare. Brookie è tornato in Australia, ma questo libro lo troverà lì. Non so dove si trovi Skipper, con un braccio solo, al momento, ma prima o poi lo troverà. Sono molto orgoglioso di essere stato ringraziato dai prigionieri di guerra per quello che ho “fatto per loro”. Vorrei, a nome di Lemmy Caution e di tutti i suoi lettori, ringraziarli per quello che hanno fatto – e sofferto – per noi. Londra, maggio 1945.»

In questa sua decima e ultima avventura, ambientata subito dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, Lemmy Caution è stato assegnato all’Intelligence Service Americano a Parigi. Lo scopo è indagare sul furto di documenti segreti del Dipartimento di Stato. Ma Flash, il suo capo, tuttavia, ha avuto notizia che Lemmy abbia tradito l’incarico affidatogli chiacchierandone, in maniera non certo adeguata per un agente segreto, con una donna coinvolta nell’inchiesta. Ma sia questa donna che un’altra persona che era probabilmente a parte di queste chiacchiere vengono trovate uccise. Caution, che si trova almeno apparentemente a causa di tutto questo in una posizione complicata, viene quindi incaricato di seguire due presunti agenti nemici, arrestarli e recuperare i preziosi documenti. La pista conduce da Parigi all’Inghilterra, con un finale avvincente nella campagna del Surrey e nella sua quasi bucolica atmosfera.

Il romanzo basa il suo complicato intrico su ingegnosi e imprevedibili scambi di persona che Caution non solo intuisce ma addirittura contribuisce a ingarbugliare ulteriormente. Lui sa praticamente tutto, ma chi legge può districare il sorprendente capovolgimento di ruoli solo nell’ultimo breve e fulminante capitolo.

Ritroviamo in questo romanzo, tra le bellissime donne che solitamente accompagnano le avventure di Lemmy Caution, Juanella Rillwater, che già conoscemmo dapprima in Don’t get me wrong (Intendiamoci bene…) e poi protagonista in You’d be surprised (Roba da matti). Anche qui la sua sensualità e capacità seduttiva si abbina alla perfezione con la necessità di rimanere ambigua e scaltra nei suoi rapporti con Caution.

Dall’incipit del libro:

La vita può essere davvero stupenda, altro che! Può essere talmente bella che appena qualcosa vi va male non osate neanche crederci. Ma guardate me! Mi sento talmente giú di morale che mi taglierei la gola, cosí non avrei piú da tormentarmi… tranne che per la gola. E il motivo del malumore, che mi prende in questa zona di Parigi nel mese di marzo 1945, può riassumersi in una sola parola: le donne! Anche se fossi Aladino e fregassi la lampada a tutto spiano, sono certo che il genio non tirerebbe fuori un fico, a meno che non gli consegnassi i tagliandi!
Cosí sapete come mi trovo.
Colui che battezzò quest’angolo Place des Roses doveva essere uno spiritoso perché, lo crediate oppur no, la puzza si sente. È come se tutti gli abitanti della zona avessero gettato qui le loro immondizie. O forse il fenomeno è da attribuirsi ai Tedeschi che se ne sono andati via da non molto tempo. Non saprei dirvi.
In quanto a me… mi sento un po’ alticcio perché colui che disse che il Dubonnet mescolato al whisky forma una buona bibita, certamente conosceva i suoi polli. Però ho la testa alquanto confusa, specialmente per quanto riguarda la piccola con cui ho pranzato. E credo che dovrò chiamare costei V 2 perché è giunta inaspettata.

Scarica gratis: Come lei ce ne son poche di Peter Cheyney.