Solo apparentemente Bologna, di notte, dorme: da qualche tempo – in particolare, da quando in giro vengono ritrovati piedi umani mozzati con la sega – si è fatto difficile chiudere occhio. Soprattutto per chi fa il tassista dopo le otto di sera, come Annibale: che fra clienti «normali» (o almeno paganti), un po’ di jazz al «La Cantina» e qualche appuntamento rovente con Sara, appena incontrata, tira tardi in attesa dell’alba. Ma per quanta attenzione faccia, sembra che sia difficile rimanere fuori da questa storia: chi è quello sconosciuto che gli si presenta a più riprese, nelle circostanze più diverse […] che vuole da lui? E soprattutto: perché?
È bello trovare un libro, ogni tanto, che non promette la luna, ma mantiene tutti gli impegni. Carboni scrive bene, con una apprezzabile proprietà di linguaggio, e riesce a mettere su un noir che non intende brillare né per l’originalità né per la complicatezza dell’intreccio, ma certamente per il livello della suspense (sempre alto, fino all’ultima pagina), creato attorno a un uomo comune (senza i soliti investigatori più o meno prezzolati o graduati) la cui storia cattura e invoglia a proseguire la lettura. Lo stile espressivo è omogeneo e adeguato (non vi si incontra nemmeno una parolaccia; neanche quel tipico «Cazzo!» all’americana, che molti scrittori del genere amano mettere anche a casaccio, purché ce ne sia almeno uno). La musica si percepisce bene, finalmente sentita e descritta per arrivare fino al lettore (non come in quei libri in cui ti dicono il titolo del brano […] e si aspettano che tu ne deduca automaticamente qualcosa). «Annibale si avvicinò ad Al il pazzo, che aveva il viso magro, fatto di ombre e solchi piuttosto che di carne. Quarantanove primavere sulla carta d’identità, cento inverni negli occhi». Un autore da incontrare, una volta o l’altra.


Roberto Carboni, Bologna destinazione notte. La fase Monk, ed. Fratelli Frilli, 2013, pp. 220, euro 9,90.

Articolo precedente“Il Progetto Manuzio di Liber Liber”, di Elena Sillitti
Articolo successivoL’eminenza grigia. Un classico di Aldous Huxley ristampato da Ghibli
Paolo Calabrò
Mental Coach professionista ai sensi della L. 4/2013-Norma UNI 11601:2024, laureato in scienze dell'informazione e in filosofia, dirigo con Diego Fusaro la collana di filosofia "I Cento Talleri" dell'editore Il Prato e con Daniele Baron la rivista online «Filosofia e nuovi sentieri». Ho collaborato con l'Opera Omnia in italiano di Raimon Panikkar. Ho pubblicato in volume i saggi: – WRITING COACHING. Prendersi cura dello scrittore in 101 concetti chiave (Ultra, 2026); – Cambiare le cose. Introduzione al pensiero di Diego Fusaro (Moira, 2024); – EDITING. Manuale per la revisione del testo in 101 passi (Il Prato, 2023); – Pensiero in azione. Politica e morale nella filosofia pratica di Raimon Panikkar (Il Prato, 2023); – Il rischio di pensare. Scienza e paranormale nel pensiero di Rupert Sheldrake (Progedit, 2020); – Ivan Illich. Il mondo a misura d'uomo (Pazzini, 2018); – La verità cammina con noi. Introduzione alla filosofia e alla scienza dell'umano di Maurice Bellet (Il Prato, 2014); – Le cose si toccano. Raimon Panikkar e le scienze moderne (Diabasis, 2011) e i libri di narrativa noir: – Troppa verità (2021), romanzo noir di Bertoni editore (2021); – L'albergo o Del delitto perfetto (2020), sulla manipolazione affettiva e la violenza di genere, edito da Iacobelli; – Tutte le storie sono vere (Il Prato, 2020) – L'abiezione (2018) e L'intransigenza (2015), romanzi della serie "I gialli del Dio perverso", edita da Il Prato, ispirati alla teologia di Maurice Bellet; – C'è un sole che si muore (Il Prato, 2016), antologia di racconti gialli e noir ambientati a Napoli (e dintorni), curata insieme a Diana Lama.