Nell’agosto del 1916, esauritosi l’attacco austriaco in Trentino e sugli altipiani (la Strafexpedition), il Comando supremo dell’esercito italiano approfittò dell’efficiente rete di collegamento ferroviario e stradale per spostare sul fronte dell’Isonzo artiglierie e combattenti, ottenendo un vantaggio numerico che consentì di ottenere il più brillante successo politico e propagandistico della guerra: la conquista della città di Gorizia.Achille Benedetti ha raccontato, come cronista del «Giornale d’Italia» e della «Perseveranza», in presa diretta le operazioni militari che hanno portato (col sacrificio di 50.000 italiani e 40.000 austriaci) alla conquista prima dei pilastri difensivi: il Monte San Michele ed il Sabotino, e poi all’occupazione della città di Gorizia. Come molte corrispondenze dell’epoca, il tono è improntato a esaltare il valore dei reparti italiani e il significato simbolico della conquista e a lodare in particolare il comandante supremo (Cadorna), il colonnello Badoglio e il generale Capello (definito “valoroso e geniale”). Dopo Caporetto il tono verso questi tre protagonisti sarebbe stato ben diverso.
In appendice vengono riportati i comunicati ufficiali dell’esercito.
Il vantaggio strategico della conquista fu quasi nullo. È interessante vedere come se ne discute in un capitolo (Un episodio della presa di Gorizia) del libro del generale Gatti – presente in Liber Liber – intitolato Nel tempo della tormenta. Vengono messe a confronto le tesi del Generale Capello, che lamentava la mancanza di riserve che non gli consentirono di sfruttare il successo, e le considerazioni di Cadorna sulla inutilità delle riserve. Il generale Gatti darà ragione a Cadorna.
Sinossi a cura di Claudio Paganelli
Dall’incipit del libro:
Lo storico avvenimento della conquista di Gorizia non ha avuto ancora un’ampia illustrazione militare.
A guerra finita il nostro Stato Maggiore dell’Esercito pubblicherà quegli aridi, ma precisi diarii delle brigate con i quali si potrà ricostruire con tutte le sue pietruzze il luminoso mosaico di quella vittoriosa “battaglia di Gorizia”.
Frattanto ci è parso utile raccogliere in un volumetto le corrispondenze di un giornalista, che, fra i pochi prescelti dal Comando Supremo a seguire le operazioni della nostra guerra, ha vissuto intensamente insieme agli ufficiali e ai soldati le sublimi giornate che hanno preceduto e seguìto l’azione brillante della conquista di Gorizia. I capitoli che pubblichiamo sono le corrispondenze dell’inviato speciale del Giornale d’Italia e della Perseveranza, Achille Benedetti, il quale con ardimento e sollecitudine ha informato per primo i suoi lettori sugli avvenimenti militari ai quali egli ha partecipato come vibrante spettatore.
Siamo grati alla direzione del Giornale d’Italia e al suo redattore per il consenso datoci di raccogliere in un piccolo libro quegli scritti giornalistici della liberazione della città, i soli documenti che forse per lungo tempo ancora avranno l’importanza storica degli antichi chronicon.
Scarica gratis: La conquista di Gorizia di Achille Benedetti.




