Quest’azione sacra fu composta da Metastasio a Vienna su richiesta di Carlo VI. Fu eseguita per la prima volta, accompagnata dalla musica di Antonio Caldara (Venezia, 1670 – Vienna, 1736), in occasione della Settimana Santa del 1731.

Il testo di Metastasio narra che la profezia di Isaia – che il sepolcro del Redentore sarebbe diventato un luogo importante di culto – si riuscì a realizzare solo dopo l’avvento dell’imperatore Costantino. Sua madre, Elena, si recò al Calvario e rinvenne non solo il Santo Sepolcro ma anche la Santa Croce, e di questo rese edotto il mondo. Si avverò così la profezia.

Nel testo l’autore si sofferma sui pietosi sentimenti ispirati ad Elena dal rinvenimento, sentimenti degni di tutti i fedeli, particolarmente nella Settimana Santa.

Dall’incipit del libro:

S. MAC.
Ecco, o pietosa Augusta,
Del tuo santo viaggio ecco la meta.
Questo è il Golgota, e queste
Le strade son dal Redentor bagnate
Di purissimo sangue. Invida cura
Di genti infide, al venerato loco
L’aspetto trasformò1. V’è chi per uso
Qualche sacro vestigio
Dubbioso adora, e al pellegrin l’accenna;
Ma trema intimorita
L’istessa man che al pellegrin l’addita.

Scarica gratis: Sant’Elena al Calvario di Pietro Metastasio (alias Pietro Trapassi).