Valentino Coda non è stato solo un politico e giornalista, ma uno di quei “volontari di guerra” che hanno vissuto la trincea con una partecipazione quasi mistica. Due anni con la Brigata Liguria è un diario di guerra che segue le vicende dei reggimenti 157° e 158° (che componevano la Brigata Liguria) dalla loro formazione fino alla fine del 1917.
Coda narra con precisione cronachistica e fervore patriottico l’epopea di un’unità composta in gran parte da operai e contadini liguri, trapiantati sulle vette aspre del Pasubio e dell’Altopiano di Asiago.
I punti cardine dell’opera sono:
- La vita in alta quota: La narrazione si sofferma sulle incredibili difficoltà logistiche e umane del combattere a oltre 2000 metri, tra neve, gallerie scavate nella roccia e “guerra di mine”.
Il culto del dovere: Coda descrive la trasformazione di uomini comuni in soldati scelti, enfatizzando il legame quasi familiare che si crea tra ufficiali e truppa. - Battaglie cruente: Particolare rilievo è dato alla difesa eroica del Monte Pasubio nel 1916, durante la Strafexpedition austriaca, dove la Brigata si guadagnò la medaglia d’oro al valor militare.
- L’occhio del giornalista: Nonostante il tono celebrativo, Coda non nasconde la crudezza della morte e la sofferenza fisica, rendendo il racconto vivido e tangibile.
Interessante è il confronto stilistico con l’altro volume di Coda presente nella Biblioteca Manuzio, Dalla Bainsizza al Piave. Qui l’autore utilizza ancora la retorica patriottica e celebrativa del volontario interventista, mentre ben diverso sarà lo stile analitico, polemico e a tratti intimistico del racconto della ritirata di Caporetto.
Sinossi a cura di Claudio Paganelli
Dall’incipit del libro:
… Mi par di vederlo ancora, come lo conobbi la prima volta, con quel suo gran corpo asciutto, quella testa quadrata, quel volto magro e risentito in cui scintillavano gli occhi dolcissimi, gli occhi che dicevano la sua infinita bontà. La bontà, ecco la caratteristica di quel rude guerriero: quante volte l’ho visto intenerirsi fino alle lagrime parlando de’ suoi soldati, rievocando i suoi morti! Alieno com’era da ogni ostentazione sentimentale, temprato a tutti i disagi, sobrio e severo con se stesso come un asceta, tagliato nel macigno della sua montagna, lo si sarebbe detto il tipo dell’uomo di guerra, del condottiero inflessibile, dalla volontà tesa duramente allo scopo, tetragono alla pietà e al dolore. Achille Papa era mite come una fanciulla, il suo cuore semplice era pieno d’amore per gli uomini come il cuor dell’apostolo… ma non di un amore indulgente, fatto di molle acquiescenza alle bassezze dell’umanità: non era suo quel falso umanitarismo di moda che ha corrotto il pensiero, infiacchito le sanzioni dei codici, velato la lampada nel santuario della coscienza; non era suo quel leggero scetticismo che a forza di transazioni incoraggia sistematicamente l’immoralità.
Scarica gratis: Due anni con la Brigata Liguria di Valentino Coda.




