«Ecco che cos’è l’amore. È la benzina che fa andare avanti tutto».
«La tua fede, penso. La fede di D-o in chi? Tu mi dici che posso farcela. E io ce la farò, perché sei con me. In ogni cosa che faccio. In ogni respiro del giorno, in ogni sfida che accolgo».
«Io ti amo perché sai sognare. Perché sai osare. Perché dentro di te trovi il coraggio per sfidare».
«Crescere significa accettare i propri limiti con un grande sorriso».
«Nathan…mi ha dimostrato che amare significa aiutare l’altro a ottenere ciò che desidera».
«L’arma più potente per combattere il buio è una sola. La luce».
“Ascoltare l’infinito” è un libro pieno di citazioni, aforismi che, pur essendo scritti da una donna di religione ebraica possono essere considerati universali.
Questi quelli che hanno più a che fare con il mio modo di vedere e affrontare la vita.
Certamente siamo di fronte a un libro che potrebbe aiutare tante persone che sono alla ricerca di qualcosa, che si muovono tra ansia, paura e stress e che non hanno capito, o non riescono ancora a fare proprio il concetto che, nei momenti di buio, basta accendere la Luce. E che la Luce è Dio o D-o o Allah.
In fondo dobbiamo concentrarci su ciò che accomuna le persone di religione diversa e non su ciò che “potrebbe” dividerci.
Deborah, Deb Recanati è una ragazza ebrea, secchiona, studiosa fino all’inverosimile, con una mamma che sogna per lei non solo il matrimonio, come avviene in tutte le famiglie ebree ortodosse, ma anche la realizzazione lavorativa della figlia. Ha capito che una donna deve essere indipendente a prescindere dallo stato civile.
Deb agisce controcorrente, si innamora follemente di Nathan ed è ricambiata.
Appoggiata dal padre Aaron, i due escono in shiddukh, e si sposano rispettando tutti i principi di purezza e castità.
Deb è solo una ragazzina, ma da moglie supera brillantemente la maturità, da madre si iscrive all’Università e si laurea. E riesce a fare tutto questo con il sostegno del marito.
Nessun fidanzamento lungo, nessuna conoscenza sessuale durante il fidanzamento, ma un amore così grande da far accapponar la pelle. I due sono uno, esattamente come dovrebbe essere in un matrimonio cristiano. Ma in qualunque matrimonio.
Recanati è una mosca bianca, in qualunque ambiente vada a cercar lavoro la scartano perché ha famiglia, e all’Università le fanno chiaramente capire che non arriverà mai a nessun posto di rilievo. Una donna che vuole fare carriera nella vita non deve avere famiglia, perché, in questa società, la famiglia è un intralcio, non un miracolo, la cosa più bella che il Signore possa donarci.
Ma è proprio la famiglia la forza di Deb. Suo marito, i suoi figli e una Luce che non spegne mai, che cerca di mantenere sempre accesa.
La donna accende tutte le luci dell’Università, mettendo del nastro adesivo su tutti gli interruttori. Perché la Luce, sempre e comunque, trionfa sul buio.
La luce è Dio e Deb lo porta con sé sempre, anche in un ambiente in cui poco valore si dà alla spiritualità.
Mentre sono la fede e la spiritualità la Luce che illumina il mondo.




