«Tutto diventa amore.
Una rara camminata per strada, un cinema al pomeriggio, un piatto d’insalata di mare, un fiore nella brughiera»

Un romanzo che si legge tutto d’un fiato, scritto in modo semplice, lineare, ma per niente banale.
E’ “soprattutto” il ritratto di un grande Artista, e ancor di più di un uomo, Massimo Troisi, descritto minuziosamente, con eleganza e con tanto, tanto affetto da Anna Pavignano, sua compagna nella vita e nel lavoro.
Un libro bellissimo, profondo, penetrante, che fa sentire ancora di più la tristezza di avere perso per sempre un artista come Troisi, tanto amato non solo da chi scrive, ma da tutto il mondo. Perché anche il pubblico della “Notte degli Oscar” lo ha applaudito con sentimento per l’indimenticabile pellicola “Il Postino”.

La scrivente vuole sottolineare, come dice più volte, che il suo commento non sarà scritto con il “rigore” di un bravo recensore e, proprio perché non è affatto un recensore professionista, si avvale della facoltà di scrivere con il cuore, sperando di non passare per una persona che “giudica”, ma semplicemente come una persona che ancora considera l’amore, anche quello tra uomo e donna, come il dono più grande che il Signore ci ha fatto.

Anna Pavignano è probabilmente la persona che ha meglio conosciuto Massimo sia come uomo che come professionista e, in questo libro, ha il grande merito di averlo fatto rivivere e di aver regalato a tutti noi momenti privati di questo grande artista che sprizzava “napolitanità” da tutti i pori.
Ma, sempre e solo la scrivente, si chiede se quello che appare nel libro è Massimo o l’immagine che Anna ha di Massimo?
Sempre e solo la scrivente pensa che Anna scrive ciò che vede con i SUOI occhi e ciò che prova il SUO cuore.
Massimo viene descritto come un uomo fragile, ansioso, continuamente in crisi con sé stesso e con il mondo, un uomo che “prendeva” tutto l’amore che gli veniva dato, che mentre stava con Anna aveva tante altre relazioni “senza significato” con donne diverse, ma che, alla fine, ritornava da lei, perché lei era l’unica di cui fosse veramente innamorato.
Anna si descrive come la sua donna, la sua amante, la sua compagna, la sua sceneggiatrice, ma anche come la sua amica, la sua confidente, quella che gli perdonava tutto perché sapeva che le altre erano solo storie di poco conto.
Ma è piuttosto chiaro il malessere di entrambi, il non voler prendere una posizione lui, e i momenti di illusione di lei, anche quando Annamaria le diceva che, prima o poi, suo fratello avrebbe messo la testa a posto. Addirittura le suggeriva di farsi mettere incinta!

«Piace a entrambi idealizzare l’altro, spostarsi vicendevolmente in una posizione superiore. Intoccabile»

Qualcuno ha parlato di una grande storia d’amore. Io mi sono concentrata sulla bellezza e sulla purezza del loro rapporto, sul grande affetto, sulla complicità, sulla capacità di guardarsi negli occhi e comprendersi, sulla capacità di aver scritto delle sceneggiature sbalorditive.

La scrittura di questo libro è stato un atto d’amore!
La scrivente, che è una grande ammiratrice di Troisi, dopo la lettura del libro lo diventa ancora di più, non cambia idea, al contrario la rafforza.
E allora, grazie Anna per averci regalato dei momenti di vita reale, strettamente personali, e grazie per averci regalato delle sceneggiature fulminanti.

Massimo, ora stai cantando tra le nuvole insieme a Pino…vi stiamo ascoltando…Pino suona la chitarra e sussurra ”…e vivrò, sì vivrò, tutto il giorno per vederti ballare” e tu, come hai fatto qui sulla Terra, gli dici che forse è meglio “e vivrò, sì vivrò, tutto il giorno per vederti andar via”…, forse perché non credi nell’amore eterno.
A te va il nostro grazie per averci regalato film bellissimi, indimenticabili, in cui l’amore è stato il grande protagonista.

A noi, lettori del libro, tuoi ammiratori, non deve interessare se hai amato davvero, se hai tradito, se non hai mai conosciuto l’amore.
Noi, veri estimatori della tua arte, TI AMIAMO per tutti i bei momenti trascorsi a guardare i tuoi film.