Pubblicato a Napoli nel 1867, cioè pochi anni dopo l’unità d’Italia, questo romanzo che l’autore definisce come “romanzo sociale” si basa sull’espediente di un incontro in osteria di tre persone, che raccontano ciascuno la propria storia: le tre persone sono appunto un prete, un carabiniere ed una donna.

La tesi dell’autore è che dalla parte del potere ci sono i preti ed i carabinieri; dalla parte opposta le vittime del potere stesso, e le tre storie vogliono presentarci tre situazioni emblematiche di oppressi ed oppressori. I preti che hanno perso la fede, cercano amanti fra le donne belle e ricche; i carabinieri che per uscire dalla povertà si arruolano, sono costretti ad interpretare la volontà di sopruso dei ricchi verso i poveri, e si trovano impotenti ad applicare la legge quando chi delinque ha i soldi; mentre il contadino, che un tempo era indipendente e col suo lavoro nutriva la famiglia, viene stritolato dalle tasse e deve vendere la terra.

Scritto in una lingua che risente a tratti della parlata meridionale, questa storia pur avendo una chiara tesi da difendere riesce a costruire situazioni e personaggi che a tratti escono dallo stereotipo, e presenta le situazioni createsi con l’Unità dal punto di vista di chi il potere non lo detiene, lasciando il giudizio al lettore.

Sinossi a cura di Gabriella Dodero

Dall’incipit del libro:

Era un magnifico giorno di autunno; ed il cielo d’Italia rideva, come sorridono le labbra di giovane sposa. Io lasciava Napoli e sopra d’un vascello salpava per Genova. Il sole piegava a sera, e pareva che prima di tuffarsi nelle onde, volesse arrestarsi a contemplare come il suo ultimo raggio si riflettesse nell’acqua a strisce ed a specchi cangianti, vari, indefiniti. Una brezza leggiera sfiorava la faccia e passava oltre, mentre appena osava increspare la liscia superficie delle acque. Com’è solenne l’ora del tramonto per le anime che soffrono e sperano!
Poco discosta da me stava dritta una fanciulla, colle mani strette alla ringhiera del vaporetto, e fissava ansiosa lo sguardo in un punto… Io seguii quello sguardo per sapere a che cosa ella rimirasse con tanta attenzione. Era una nube, che pareva come dispersa nel cielo e raccoglieva in sè gli ultimi raggi del sole, e tingevasi in un rosso che poco a poco scoloravasi. Quanta mestizia, quanta indefinita voluttà era in quello sguardo! Era bella, così trasfigurata! e la sua eterea persona risaltava sotto un abito elegante ed un’acconciatura di studiata negligenza. La brezza, che le carezzava il viso soavemente, le rialzava il velo cenerognolo che pendevale da un cappellino bizzarro; e disotto al velo che ora spiegavasi, ora si increspava, compariva il volume de’ capelli inanellati e biondi.

Scarica gratis: Il prete, il carabiniere e la vittima di Nicola Del Vecchio.