“Legendabria” (2018) di Silvana Franco e Loredana Turco

Trentuno leggende della bellissima Calabria che raccontano storie fantastiche e miti di fondazione, risalenti soprattutto alla mitologia greca.
L’opera mostra un insolito volto del patrimonio orale calabrese, celebrato attraverso affascinanti racconti fantasy: alcuni con una morale, altri dal finale tragico, altri ancora con messaggi di fondo anche educativi.

In questo testo, rivolto perlopiù ai giovanissimi (ma non necessariamente) e caratterizzato da un linguaggio chiaro e coinvolgente, il lettore viene a conoscenza di curiosità così suggestive che gli vien quasi voglia di andare laggiù, tra gli scogli della Magna Grecia, ad ammirare i luoghi celebrati e rievocare dal vivo i miti narrati.

E allora s’incontra l’abbazia di S. Maria di Corazzo, che si dice abbia ospitato il maestro dei Templari Jacques de Molay, ricercato dal re di Francia; appare Donna Canfora trasformata in sirena, così come le formiche giganti che invasero Cirella, la tragica storia d’amore shakespeariana tra Adele e Saverio a Catanzaro e la Pietra Cappa in Aspromonte, dove l’apostolo Pietro fu punito da Gesù per la sua pigrizia.

Non molti italiani sanno inoltre che anche la Calabria ha la sua chiesa di Piedigrotta, fondata da marinai napoletani dopo un pericoloso naufragio sulle coste di Pizzo Calabro ed eretta, a esito felice della vicenda, per riconoscenza verso la Madonna partenopea di origine.

Tutte queste storie sono corredate da informazioni etimologiche e da nozioni storiche riguardanti i luoghi citati, utili a indirizzare al meglio il lettore curioso e viaggiatore.
Molto belli i disegni dell’autrice, un valore aggiunto non indifferente quando si narra una fiaba.

Perché le leggende raccontano l’anima di una terra.
L’espressione fantastica della cultura è indice della creatività di un popolo.