Con Mumiyya, Francesca Fabiani firma un thriller archeologico intenso e perturbante, capace di fondere il fascino millenario dell’antico Egitto con una narrazione moderna dal ritmo serrato. Ambientato in gran parte nel Museo Egizio di Torino, il romanzo trasforma uno dei luoghi simbolo della cultura italiana in un teatro di mistero, morte e simbolismo oscuro.

Un inizio luminoso che precipita nell’orrore

La storia si apre con la riapertura ufficiale del Museo Egizio dopo importanti lavori di ristrutturazione. L’atmosfera è festosa, quasi solenne: autorità, visitatori, curiosità culturale. Fabiani utilizza questa luce iniziale come contrappunto perfetto al buio che seguirà. Il Museo, descritto con grande accuratezza storica e architettonica, diventa presto uno spazio claustrofobico, carico di presagi e inquietudine.

Il ritrovamento che sconvolge tutto

Il romanzo cambia passo quando, all’alba di una giornata apparentemente normale, una guardia scopre una “mummia” non catalogata nella Galleria dei Re. Da qui inizia una discesa nell’orrore: il corpo non è antico, ma contemporaneo. Smembrato secondo rituali che richiamano la pesatura del cuore e i vasi canopi, il cadavere porta con sé un messaggio simbolico inquietante, che lega il delitto ai culti dell’aldilà egizio.

Un thriller che gioca con il sacro e il profano

Uno degli elementi più riusciti di Mumiyya è l’uso del simbolismo. Il cuore, la piuma di Maat, l’assenza degli organi interni: nulla è lasciato al caso. Fabiani costruisce una trama che va oltre il semplice giallo investigativo e si spinge nel territorio del thriller esoterico, interrogando il lettore sul confine tra conoscenza scientifica e ossessione rituale.

Il commissario Donati guida l’indagine con razionalità, ma è costretto a confrontarsi con una messinscena che sembra sfidare ogni logica moderna. L’autrice riesce così a mantenere una tensione costante tra spiegazione razionale e suggestione soprannaturale.

Scrittura visiva e ritmo cinematografico

La prosa di Fabiani è diretta, visiva, spesso cruda. Le scene ambientate tra le sale del Museo e nell’anatomia patologica sono descritte con un realismo che non concede sconti al lettore, ma senza mai scadere nel gratuito. Il ritmo è ben calibrato: capitoli brevi, dialoghi efficaci, continui cliffhanger che spingono a proseguire la lettura.

Perché leggere Mumiyya

Mumiyya è un romanzo consigliato a chi ama:

  • i thriller archeologici e storici
  • le ambientazioni museali e i misteri legati all’antico Egitto
  • le storie in cui il passato irrompe violentemente nel presente
  • i gialli con forti componenti simboliche ed esoteriche

Con questo romanzo, Francesca Fabiani dimostra una notevole capacità di costruzione narrativa e una profonda documentazione storica, offrendo al lettore un’esperienza di lettura coinvolgente e disturbante al punto giusto.

📘 Titolo: Mumiyya
✍️ Autrice: Francesca Fabiani
🏛 Editore: Bertoni Editore
📅 Prima edizione: settembre 2025