PZ torna a graffiare la superficie della scena indipendente con “Trankilo”, un singolo che affronta frontalmente il grande rimosso della contemporaneità: l’abitudine alla guerra e all’ingiustizia.
Scritto tra le onde del mare e i bombardamenti visti al TG, il brano è la forma canzone di una dissonanza fortissima tra chi vive sotto assedio e chi si gode l’aria di mare. Il flow di PZ è misurato, “dolcemente avvolto dalla gianduia”, ma capace di affondare il colpo quando elenca i titoli di cronaca che attraversano il nostro presente, dall’Africa all’imprenditoria strozzata dalle tasse.
La forza del pezzo risiede nel suo impianto minimalista firmato Gloomy Note: una ritmica che tiene il tempo di un pensiero che continua a bussare alla coscienza.
Non c’è voglia di fare la morale, ma solo la necessità di mettere in musica un disagio collettivo.
PZ si conferma un autore che scrive partendo da ciò che vive, mantenendo l’equilibrio di chi ha qualcosa da dire e sceglie di farlo con uno stile riconoscibile e lontano dalle mode del momento.
“Trankilo” è il ritratto fedele di un tempo paradossale, dove l’indifferenza è diventata una corazza e la musica l’unico modo per non affogare.




