Grazie ai volontari del Progetto Griffo è online (disponibile per il download gratuito) l’ePub: Eva di Giovanni Verga.
Iniziato nel 1869, durante il soggiorno a Firenze, fu terminato a Milano e pubblicato nel 1873 da due editori, Brigola e Treves. Inizialmente ispirato dalla vita mondana fiorentina, il racconto fa parte di quelle “prove” milanesi che risentono di suggestioni varie, dai modelli romantici alla Scapigliatura lombarda al Naturalismo francese.
La protagonista è la ballerina Eva, una figura femminile fatale, seduttrice, abituata a corteggiatori facoltosi. Il pittore Enrico Lanti, giovane poco abbiente, se ne innamora perdutamente e viene subito ricambiato, tanto che la donna lascia la carriera e il lusso nonostante sia consapevole che, così facendo, perderà tutto il suo fascino agli occhi dell’innamorato. Insieme sono destinati ad una vita di miseria e privazioni; il giovane ha creduto di trovare in lei l’incarnazione della bellezza suprema ma si ricrede a contatto con la volgarità e la banalità del quotidiano.
I suoi sentimenti si affievoliscono e si riaccende in lui il desiderio solo quando Eva decide di lasciarlo e tornare al suo passato. Il finale del racconto d’amore verghiano non può che essere il caratteristico duello fra i due rivali, Enrico e il nuovo amante di lei, che ne sarà la vittima. La vicenda è ancora raccontata in prima persona dallo scrittore, al quale Enrico confida tutto.
Sinossi a cura di Federica Savelli.
Dall’incipit del libro:
Eccovi una narrazione – sogno o storia poco importa – ma vera, com’è stata e come potrebbe essere, senza retorica e senza ipocrisie. Voi ci troverete qualcosa di voi, che vi appartiene, che è frutto delle vostre passioni, e se sentite di dover chiudere il libro allorché si avvicina vostra figlia – voi che non osate scoprirvi il seno dinanzi a lei se non alla presenza di duemila spettatori e alla luce del gas, o voi che, pur lacerando i guanti nell’applaudire le ballerine, avete il buon senso di supporre che ella non scorga scintillare l’ardore dei vostri desideri nelle lenti del vostro occhialetto – tanto meglio per voi, che rispettate ancora qualche cosa.
Però non maledite l’arte che è la manifestazione dei vostri gusti. I greci innamorati ci lasciarono la statua di Venere; noi lasceremo il “cancan” litografato sugli scatolini dei fiammiferi. Non discutiamo nemmeno sulle proporzioni; l’arte allora era una civiltà, oggi è un lusso: anzi, un lusso da scioperati. La civiltà è il benessere; ed in fondo ad esso, quand’è esclusivo come oggi, non ci troverete altro, se avete il coraggio e la buona fede di seguire la logica, che il godimento materiale. In tutta la serietà di cui siamo invasi, e nell’antipatia per tutto ciò che non è positivo – mettiamo pure l’arte scioperata – non c’è infine che la tavola e la donna. Viviamo in un’atmosfera di Banche e di Imprese industriali, e la febbre dei piaceri è la esuberanza di tal vita.
Scarica gratis: Eva di Giovanni Verga.




