Nell’ambito del progetto Teatro Sonoro “parole e note che diventano suono” lo spettacolo dedicato ai due celebri antagonisti

Il 16 gennaio nella sala Ragazzini della Basilica di San Francesco a Ravenna

Nel bicentenario della morte di Antonio  Salieri (1750-1825), compositore nato a Legnago e morto a Vienna, direttore di cappella nella corte asburgica e storico rivale del più famoso Wolfgang Amadeus Mozart, il prossimo 16 gennaio è in scena Mozart e Salieri, tratto dall’omonima tragedia breve di Aleksandr Sergeevič Puškin e ispirato alla  competizione tra i due artisti. Lo spettacolo è parte della rassegna di teatro sonoro, nata dalla collaborazione tra Luigi Lidonnici, direttore della Cappella musicale della Basilica di San Francesco e Alessandra Casanova, regista della Compagnia teatrale Luigi Rasi di Ravenna.

Il progetto prevede la realizzazione di cinque  spettacoli,  a cadenza  mensile, da gennaio a maggio 2026, con  gli attori della Compagnia che portano in scena le opere Mozart, Salieri, Rossini, Schumann e altri ancora.

Lo spettacolo di apertura vuole essere un omaggio ad un eccellente compositore vittima di un’immeritata fama. Per secoli, infatti, è stata alimentata la leggenda che il musicista veneto, spinto da gelosia professionale, abbia avvelenato Mozart.

 

Wolfgang Amadeus Mozart,
W.A. Mozart @web

L’ipotesi, mai confermata da prove plausibili, ha avuto un vasto seguito nel mondo artistico, ispirando, oltre alla già citata opera composta nel 1830 e tradotta in musica da Rimskij-Korsakov, anche una sua versione televisiva in Unione Sovietica nel 1979. Dedicata all’ipotesi dell’omicidio anche Amadeus di Peter Shaffer del 1978, a teatro,  ripresa da  Milos Forman al cinema nel 1984.

Ma come è nata l’ostilità tra Salieri e Mozart? Tutto pare risalga alla prima rappresentazione delle Nozze di Figaro alla corte dell’imperatore Giuseppe II d’Austria il primo maggio 1786 che, come il pubblico, rimane perplesso di fronte all’opera buffa. Ma Mozart incolpa Salieri di boicottaggio. In realtà Salieri in quello stesso periodo è impegnato in Francia ad allestire una delle sue opere, non è quindi molto realistica l’accusa. Più probabile invece, come riportano le fonti,  che Mozart sia stato influenzato dal poeta Giovan Battisti Casti, in competizione con il poeta di corte Lorenzo da Ponte, autore del libretto Figaro.

Per la serata a San Francesco è stata scelta proprio la narrazione di Puškin, seguita da una accurata narrazione degli eventi, riportando le testimonianze di personaggi dell’epoca. Ne scaturisce una rappresentazione avvincente ma accurata nei dettagli storici, utile a comprendere quanto Salieri in realtà sia stato vittima di calunnie e completamente estraneo alla morte del musicista salisburghese.

Un ritratto di Antonio Salieri @web

Diretti da Alessandra Casanova, sono in scena Vincenzo Dicandia, Simone Rava, Elisabetta Rivalta e Niccolò Caldironi della Compagnia teatrale Luigi Rasi.

Presenti i musicisti della Cappella Musicale della Basilica di San Francesco che eseguono musiche di Mozart e  Salieri, che si intercalano alle parti recitate.

Tra i brani musicali in scaletta anche  la cantata Per la ricuperata salute di Ofelia, affidata alla voce del mezzo soprano Margherita De Laurentis. Il brano,  frutto della collaborazione tra i due compositori, era andata perduta ed è stata ritrovata solo nel 2015.

Nell’occasione abbiamo intervistato sia la regista della Compagnia, Alessandra Casanova, sia il direttore della Cappella musicale della Basilica di San Francesco, ideatori della rassegna dedicata appunto al teatro sonoro, che andremo ad approfondire, sulla traccia di quanto affermato dallo stesso Lidonnici nel presentare il progetto alla stampa.

“Il teatro sonoro – afferma – nasce con l’intento di valorizzare una forma di espressione artistica che integra il suono come elemento drammaturgico fondamentale, al pari della parola, del gesto e della scena. Non si limita a usare la musica come semplice sottofondo, ma la vuole considerare parte integrante della creazione dello spazio e dell’atmosfera dello spettacolo, interagendo con gli altri linguaggi teatrali.

Dunque il suono, sia esso musica, rumore, o la stessa voce, non è un elemento accessorio, ma costituisce un vero e proprio linguaggio espressivo”.

Chiediamo  a Luigi Lidonnici come si è sviluppato il progetto di teatro sonoro e quando è iniziata la collaborazione con la Compagnia teatrale Luigi Rasi?

L.L.: “Il progetto del Teatro Sonoro è nato da una mia idea dopo le varie esperienze lavorative avute con varie compagnie teatrali e singoli attori, dai quali ho preso spunto durante i lavori fatti per realizzare un progetto che potesse essere più articolato e strutturato e che permettesse di evidenziare le aderenze delle due forme artistiche. La collaborazione con la Compagnia teatrale Luigi Rasi è iniziata nel 2024”.

L’elemento sonoro sta rivelando moltissime potenzialità nel teatro contemporaneo, soprattutto grazie alle nuove tecnologie.  Anche voi seguirete questo approccio e in che modo? Con quali strumenti?

L.L.: “L’elemento sonoro nel teatro contemporaneo è sempre più presente sicuramente grazie alle nuove tecnologie che permettono di evidenziare e sottolineare alcuni momenti durante la parte recitata. Noi abbiamo pensato di utilizzare una forma più tradizionale preferendo il suono dal vivo degli strumenti classici con diversi ensemble che si alterneranno durante la rassegna”.

Avete scelto opere di musica classica. Come saranno inserite e integrate in un contesto di teatro sonoro?

L.L.: “Le musiche che abbiamo scelto e che verranno eseguite durante gli spettacoli sono aderenti al periodo storico delle opere teatrali che verranno portate in scena. Mi piace sottolineare che non poteva essere diversamente in quando la melodicità e la musicalità dei testi scelti non dava altre possibilità. Ovviamente le musiche saranno integrate e calibrate cercando di mantenere l’equilibro tra la parola e suono”.

Da sx: Mozart e Salieri @ web

Alla regista Alessandra Casanova, invece, qualche domanda su ciò che cambia nel dirigere uno spettacolo di questo tipo.

 Attori e musicisti, ad esempio, si preparano separatamente sul palco e solo in un secondo momento tutti insieme oppure è un lavoro sinergico, che si sviluppa fin dall’inizio in ensemble?

 A.C.: “Dirigere un lavoro di questo tipo è sempre stimolante. Soprattutto per chi, come me, viene da studi musicali. Considera che bisogna riuscire a fondere la parte musicale con la parte recitata in modo che sia un tutt’uno e non ci siano discrepanze. La musica deve accompagnare gli attori e gli attori devono far scivolare le loro parole nella musica. Per chi segue è importante che non vi sia una separazione così netta (che a volte può essere addirittura fastidiosa) tra la parte recitata e gli intermezzi musicali.

Per quanto riguarda le prove, posso dirti che la prima parte del lavoro, che riguarda tecnica e memorizzazione, è svolta separatamente per poi arrivare alle prove di gruppo. Considera che, per la prima serata, la cantante ha partecipato a tutte le nostre prove perché è entrata, come attrice, anche nel movimento teatrale”.

All’attore che deve imparare a stare nei tempi musicali che tipo di preparazione consigli?

 A.C.: “La cosa migliore sarebbe conoscere la musica. Non sempre è possibile e allora ci si basa su esercizi specifici. Il metronomo è di grande aiuto per iniziare. Si impara a mantenere il tempo senza rischiare di sveltire o rallentare. Dopo i primi esercizi col metronomo, cerchiamo di svolgere altri esercizi, mettendo tutti i ragazzi in cerchio e invitandoli, uno dopo l’altro, a battere le mani. Andando prima lentamente, poi velocemente. Passando da un ritmo binario a un ritmo ternario e così via…”.

Quali e quanti dei tuoi attori saranno in scena?

 A.C.: “In questa prima serata saranno in scena quattro ragazzi della Compagnia Luigi Rasi: Vincenzo Dicandia (nella parte di Mozart), Simone Rava (nella parte di Salieri), Elisabetta Rivalta (nella parte della narratrice) e Niccolò Caldironi (interpretando diversi testimoni del periodo storico trattato).

Progetti futuri?

A.C.: “Con la Compagnia teatrale saremo al Teatro Rasi il 25 gennaio con I complessi di Jean Bernard-Luc, una commedia brillante che vuole essere una satira sulla psicanalisi e poi in febbraio ripresenteremo al Teatro di Sant’Agata Feltria Jo di Claude Magnier. In maggio torneremo al Comunale di Cervia con Il nastro di Georges Feydeau e Rope di Patrick Hamilton, un bellissimo giallo dal quale Hitchcock ha tratto il suo Nodo alla gola.

Per quanto riguarda la collaborazione con Teatro Sonoro…, avremo nuove serate di teatro e musica il 27 marzo, data durante la quale presenteremo 4 dei più bei Monologhi di Luigi Rasi, il 17 aprile con Mozart e Mozart, serata sulla vita, le lettere e la musica di Mozart e infine il 22 maggio con Amor fa l’uomo cieco, un intermezzo comico per musica di Carlo Goldoni”.

a cura di Anna Cavallo

Nella cover, da sx seduti: Simone Rava (Salieri), al centro Niccolò Caldironi  e a destra Vincenzo Dicandia (Mozart). In piedi da sx: Elisabetta Rivalta (narratrice), Alessandra Casanova (regista) e Margherita De Laurentis, mezzo soprano. @compagnia L.R.