Il saggio-reportage di Angeli, pubblicato da Treves nel 1917, illustra la situazione degli alleati anglofoni che presero stanza in Piccardia, la regione francese a nord dell’Île-de-France, poco prima che si scatenasse l’offensiva che avrebbe portato alla conclusione della Grande Guerra.
L’autore, da sempre appassionato della cultura e della letteratura inglese, si era già presentato al pubblico con la rubrica Lettere da Parigi, da lui tenuta dal 1901 al 1926 come corrispondente dalla Francia per il «Giornale d’Italia». I reportage, che comparvero sul quotidiano e che illustravano la situazione sul fronte francese, contribuirono a far propendere l’opinione pubblica italiana a favore di un intervento in guerra a fianco della Triplice Intesa. Le lettere ‘dal fronte’ dal settembre 1914 al luglio 1915 costituirono due raccolte (1915) con i titoli La Francia in guerra e A Parigi durante la guerra; altre tre lettere, del marzo e novembre 1914, furono riunite sotto il titolo Reims e il suo martirio (1915). Le tre raccolte sono già pubblicate qui in Liber Liber.
Nel 1917 Angeli si recò in Piccardia e vi rimase alcuni mesi come ufficiale di S. M. Britannica. Per svolgere il suo compito di giornalista nella zona del fronte, Angeli dovette semplicemente chiedere l’autorizzazione al comando inglese e l’ottenne all’istante: non era un ufficiale inglese a tutti gli effetti ma ne aveva la ‘veste’, era un ufficiale «assimilato» della Allied Press. Da questa ultima esperienza nacque La spada e l’aratro : con gli inglesi in Piccardia.
Angeli in particolare ricorda un acceso scambio notturno di colpi di artiglieria del quale fu diretto testimone in compagnia di Luigi Barzini, il quale faceva parte insieme con lui del gruppo di giornalisti accreditati. Anche di Barzini si veda quanto pubblicato qui in Liber Liber.
La prima evidenza che Angeli descrive è la “britannizzazione” della città di Amiens: qui sono confluiti combattenti di lingua inglese da tutte le parti dell’Impero britannico, dalle five nations («le five nations sono le cinque parti del mondo, e le cinque parti del mondo formano l’Impero.») La potenza dell’Impero, per Angeli, si è vista, per esempio, nella capacità di creare, nel giro di poco più di mezzo secolo circa, una nazione, l’Australia, da quella che era «una colonia penitenziaria e un albergo di vagabondi.»:
«la Germania che addita al mondo la tirannia inglese e piange sulla sorte dell’India o dell’Egitto, dell’Africa meridionale o del Canadà, finge di dimenticare quello che al mondo quella tirannia ha dato.»
Angeli pensa che l’intervento della Gran Bretagna sia avvenuto a seguito della violazione della neutralità del Belgio da parte della Germania: questo ha fornito una base morale all’intervento e sarà questa che potrà spingere anche gli altri popoli liberi ad intervenire. Certo avere in casa truppe di stanza può creare problemi: aumento della prostituzione, lievitare dei costi, ma questo fa parte del gioco della domanda e dell’offerta, scrive Angeli.
L’autore descrive poi come sia perfettamente organizzato l’ospedale da campo, circondato da una moltitudine di fiori d’ogni specie, perché per gli inglesi, scrive, anche la presenza di things of beauty contribuisce alla guarigione. Egli ammira anche la disciplina spontanea dei soldati britannici coniugata con un profondo rispetto della privacy: una cosa è il soldato on duty, una cosa la sua vita quando non è in servizio. D’altra parte il resoconto non può non registrare il comportamento crudele del nemico, la distruzione sistematica di paesi, orti, strade operata dalle truppe di Guglielmo II, distruzione a cui i soldati britannici cercano di porre riparo, come se fossero incapaci di sopportare la vista di un paese sconvolto dalla guerra:
«lungo tutte le retrovie di quel fronte di battaglia, la spada e l’aratro compiono la loro opera di liberazione e di integrazione. Le cicatrici che l’una è stata costretta di fare, l’altro le sana pazientemente.»
L’espressione che collega i termini spada e aratro – nello stesso ordine che usa Angeli – si suppone sia comparsa la prima volta nella Bibbia (Isaia 2,4):
«Egli sarà giudice fra le genti e arbitro fra molti popoli. Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri, delle loro lance faranno falci; una nazione non alzerà più la spada contro un’altra nazione, non impareranno più l’arte della guerra.»
Con ben altro ordine e significato i due sostantivi sarebbero stati usati nel dicembre del 1934 da Mussolini nel discorso per l’inaugurazione della Provincia di Littoria, oggi Latina, nel corso della bonifica dell’Agro Pontino:
«Perché questa gigantesca opera non sia turbata o interrotta, è necessario, o Camicie Nere, o Combattenti, è necessario che la Nazione sia fortissima nelle sue armi. Poiché è l’aratro che traccia il solco, ma è la spada che lo difende.»
La prospettiva di Isaia e, con un accostamento ardito, di Angeli, al contrario di quella di Mussolini, è di una serena prospettiva di pace.
Sinossi a cura di Claudia Pantanetti, Libera Biblioteca PG Terzi
Dall’incipit del libro:
Amiens è una città grigia e verde — come la maggior parte delle città settentrionali della Francia — raggruppata intorno alla sua cattedrale e tutta irrigua di canali. Città manifatturiera e industriale, che ebbe durante il secondo impero la protezione di Napoleone III e dell’imperatrice Eugenia i quali la visitavano spesso e si preoccupavano del suo benessere e dei suoi bisogni. Da questo interesse imperiale deriva il suo aspetto moderno, i suoi edifici massicci, le sue piazze alberate, i suoi monumenti. Dell’antica fisonomia piccarda poco le è rimasto, e bisogna andarla a ricercare negli angiporti oscuri della città vecchia, in quella rete di vicoli neri e male abitati che si diramano intorno ai molteplici canali le cui acque nericcie bagnano le basi delle vecchie case medioevali. Città provinciale, di quella buona provincia francese che se non pensa molto, agisce e prepara la futura opulenza della nazione.
Ma oggi questa capitale della Piccardia ha un aspetto tutto suo speciale: si è britannizzata. Da che gli eserciti del Maresciallo Douglas-Haig l’hanno occupata sostituendo l’antica guarnigione francese, i suoi magazzini, le sue botteghe, i suoi caffè hanno cercato di prendere una fisonomia inglese. In ogni vetrina sono esposte uniformi khaki e decorazioni britanniche; ad ogni sporto è un cartello scritto in inglese.
Scarica gratis: La spada e l’aratro di Diego Angeli.




