Heidenröslein, op. 3 n. 3, D 257, è uno dei più celebri Lieder per voce e pianoforte di Franz Schubert, composto a Vienna il 19 agosto 1815, quando il compositore aveva appena diciotto anni. Il testo è tratto dall’omonima poesia di Johann Wolfgang von Goethe, scritta nel 1771 e pubblicata nel 1789. Il componimento appartiene alla prima fase della produzione liederistica schubertiana e mostra già la capacità del giovane musicista di trasformare una poesia apparentemente semplice in una composizione di grande efficacia espressiva.

La poesia racconta l’incontro fra un giovane ragazzo e una piccola rosa selvatica che cresce nella brughiera. Il ragazzo rimane colpito dalla sua bellezza e desidera coglierla; la rosa, personificata, lo avverte che si difenderà pungendolo. Il giovane, tuttavia, non rinuncia al proprio proposito: coglie la rosa e viene punto dalle sue spine. La vicenda si conclude con la sofferenza del fiore, costretto a subire l’azione del ragazzo. Dietro questa apparente semplicità si nasconde una forte ambiguità: la rosa può essere interpretata come simbolo della bellezza e della persona desiderata, mentre l’incontro fra i due allude al desiderio, al rifiuto, al possesso e alla violenza.

Goethe costruisce il testo utilizzando caratteristiche proprie della poesia popolare: linguaggio semplice, ritmo regolare, dialogo diretto, ripetizioni e una struttura narrativa essenziale. Il poema presenta inoltre una tradizione precedente legata alla poesia popolare tedesca, alla quale Goethe attinse rielaborandola artisticamente.

Schubert risponde a questa impostazione con una musica altrettanto immediata. Il Lied è in Sol maggiore, reca l’indicazione espressiva Lieblich (“amabile”, “soave”) ed è costruito in forma strofica, con la stessa musica ripetuta per le tre strofe. L’accompagnamento pianistico è relativamente semplice e regolare, mentre la melodia è cantabile e possiede un carattere quasi popolare.

Proprio la ripetizione della medesima musica assume un particolare significato espressivo. La melodia, luminosa e apparentemente innocente, accompagna tanto la contemplazione della rosa nella prima strofa quanto il dialogo minaccioso della seconda e l’atto di coglierla nella terza. Schubert non modifica radicalmente la musica per sottolineare il progressivo conflitto, lasciando che sia soprattutto il testo a introdurre l’ambiguità e la tensione narrativa.

Il Lied fu pubblicato a Vienna nel 1821 da Cappi e Diabelli come op. 3 n. 3, insieme ad altri tre Lieder su testi di Goethe, con dedica a Ignaz Franz von Mosel. La composizione conobbe successivamente una vasta fortuna e fu oggetto di numerose trascrizioni e registrazioni. Particolarmente importante è la versione di Heinrich Werner, composta nel 1829, che contribuì a trasformare il testo di Goethe in un vero e proprio canto della tradizione tedesca.

Scarica gratis: Heidenröslein, Op. 3 n° 3, D. 257 di Franz Schubert.