Angelo Orlando continua a stupirci con la sua scrittura.
Dopo “Manuale per essere felici- Almeno cinque minuti al giorno”, abbiamo letto “Ti vedo-Un viaggio attraverso gli sguardi per imparare a vedere davvero”, un libro scritto con la poesia e la delicatezza che contraddistinguono l’autore.

Un sottotitolo ambizioso e affascinante in cui sono principalmente due i concetti che colpiscono: gli sguardi e l’invito a “imparare a vedere”.

Cos’è lo sguardo? Chissà perché molti di noi subito pensano agli sguardi che si scambiano gli innamorati, mentre nello stomaco le farfalle battono le ali.
Certo questi sono gli sguardi che vorremmo scambiarci ogni secondo della nostra vita, ma ci sono degli sguardi che ti fanno vedere la vera essenza delle cose, della realtà che ti circonda e del senso che vuoi dare alla tua vita.

“Molti guardano, pochi vedono”. Passiamo il nostro tempo a guardare il mondo che ci sfiora, senza comprendere realmente ciò che succede e quindi senza vedere.

Orlando firma un passaggio illuminante. Ci mostra come imparare a vedere riscoprendo alcuni passi biblici, offrendoci altresì una mappa della visione attraverso un’inedita rilettura della preghiera del Padre Nostro.
In questa prospettiva, l’atto del vedere autenticamente e l’atto di affidamento finiscono per coincidere.

Tre sono i livelli su cui si sviluppa l’opera: quello pratico, con esercizi quotidiani per risvegliare la nostra “capacità visiva”; quello personale, in cui Orlando racchiude aneddoti del suo percorso privato e artistico, compresi i ricordi legati a Massimo Troisi, omaggi carichi di affetto del tutto privi di retorica; e infine quello introspettivo, dove il suo sguardo si posa sui rapporti con gli altri nella vita di tutti i giorni per esplorarne il senso più profondo.

In una società come la nostra, in cui prevalgono stress, iperconnessione e disattenzione verso gli altri, Angelo Orlando non ci propone una formula magica per la visione autentica, ma ci fa riflettere sulle opportunità che ciascuno di noi ha per ritrovarla.

Perché se impariamo a guardare col cuore, liberi dal giudizio, allora saremo capaci di ascoltare con gli occhi.