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Ugo Santamaria

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Una mamma vegliava il suo bambino, angosciata dallo spavento che le potesse morire. Egli era lì pallido pallido, i piccoli occhi già chiusi, il respiro lieve come un soffio: solo ogni tanto ansava un po' più forte, che pareva sospirasse; e allora la mamma guardava la sua creatura con la espressione di un dolore ancora più intenso.
Io era allora – saprete subito perchè non lo sono più – Egbert Craddok Cummins. Il nome esiste però sempre.
Con quale inflessione di voce e quale atteggiamento d'occhi e di mani, curvandosi, come chi regge rassegnatamente su le spalle un peso insopportabile, il magro giudice D'Andrea soleva ripetere: «Ah, figlio caro!» a chiunque gli facesse qualche scherzosa osservazione per il suo strambo modo di vivere!
Avevo sopportato del mio meglio le mille ingiustizie di Fortunato; ma quando poi arrivò all'insulto, giurai di vendicarmi.
Quando Amelio venne portato a casa dall’ospedale e posato sul letto, gli altri smisero di andarlo a trovare, ma Garofolo cominciò allora. Prima non s’era deciso perché, quantunque Amelio all’ospedale fosse entrato sporco piú di benzina che di sangue, dicevano che su quel letto nel sangue ci dormiva, ingessato e legato come un gabbione di cemento. Garofolo aveva visto la motocicletta e ne aveva avuto abbastanza.
Un mercante avea fatto buoni negozi alla fiera: tutta la mercanzia venduta, e la borsa piena d'oro e d'argento. Volendo subito mettersi in cammino per arrivare prima di notte, chiuse il danaro nella valigia, si caricò questa dietro la sella e montò a cavallo.
Che noja dev'esser la vostra, poveri alberi appajati in fila lungo i viali della città e anche talvolta lungo le vie lastricate, di qua e di là su i marciapiedi, o sorgenti solitarii fra piante nane dentro qualche vasto atrio silenzioso d'antico palazzo o in qualche cortile!
Al triste annunzio — il commendatore Demetrio Lecci, nell’attraversare la strada, era stato investito da un’automobile; commozione cerebrale e lesioni interne; smarrimento della coscienza; nessuna speranza —; appena ricevuto il terribile annunzio, Corrado Amaldi aveva lasciato in casa la moglie, affranta essa pure, angosciata e tremante, ed era corso al letto dell’amico.
Molti sono i nostri mali; – la miseria in questa breve vita è grande e di ogni forma. Questa dominando il vasto nostro orizzonte, a guisa dell'arcobaleno, mostra i suoi colori distinti e svariatissimi, che tuttavia sono tra loro intimamente uniti e fusi.