Ugo Santamaria
Il cortile era in comune; se cortile poteva dirsi lo spiazzo triangolare che divideva e univa le tre casupole ai suoi angoli, una più malandata dell'altra; tutte e tre abitate da gente laboriosa e tranquilla, rassegnata al suo umile destino…
Le cronache de’ Sassaiani, antichi Re di Persia, riferiscono esservi stato un Re il quale era amato dai sudditi per la sua saviezza e temuto dai vicini per la fama del suo valore. Aveva due figli…
Le valli del Bisagno e della Polcevera sono delle piú belle e rigogliose che i viaggiatori ricordino. Il facile pendio de' lor poggi sempre distinti di fiori, l'ubertà del terreno, i marmorei palagi disseminati per le digradanti colline, le vestono di tale incanto, che vedute una volta, piú non si scorda tanta armonia di natura…
Siccome in questo mondo chi pensa a casi suoi e mette le cose a posto è chiamato accorto, così, quando dopo la morte di Selletta, spazzino, il quale prima aveva fatto il fiaccheraio e prima ancora avea governato un negoziuccio di commestibili, la vedova Carmela ricoverò un suo maschietto all’Albergo dei Poveri…
Il vecchio libraio Barrocci, – Pipatin, come lo chiamavano gli studenti che regolarmente verso la fine di ogni mese andavano a vendergli per pochi soldi ogni sorta di libri, – con la sua eterna pipetta di radica fra i denti, stava vuotando un grosso cesto pieno di libri per preparare, più zeppi del consueto, il panchetto e le scancìe allineate sotto i portici…
In principio del tempo, il Leopardo viveva in un luogo chiamato l’Alto Veldt. Notare che non era il basso Veldt o il boscoso Veldt o l’agro Veldt, ma l’alto Veldt, assolutamente nudo, rovente e lucente, dove non c’eran che sabbia e rocce color di sabbia e unicamente ciuffi di erba gialliccia color di sabbia.
Uno dei piaceri piú soavi, piú nobili, e dirò anche, piú malinconici che si possano gustar viaggiando, perché sorgente di care e gravi meditazioni, è quello di perlustrar collo sguardo le scritte funebri di cui sono istoriate antiche lapidi, scritte che compendiano talvolta in poche parole una lunga vita di dolori, di virtù, di sacrifizii…
C‘era una volta una fornaia, che aveva una figliuola nera come un tizzone e brutta più del peccato mortale. Campavan la vita infornando il pane della gente, e Tizzoncino, come la chiamavano, era attorno da mattina a sera…
Avendo subìto una grave delusione in amore, Marco Sani, memore de’ suoi anni liceali, volle trovare l’oblìo negli studi filosofici, come Dante dopo la morte di Beatrice. E riuscì a dimenticare…








