Lamezia terme, anni Venti del duemila.
Michele è un professore di ginnastica, un uomo solo e distrutto dal dolore per la perdita del figlio, ucciso dalla malavita, e per il fallimento del suo matrimonio. Fatima è invece una ragazza calabrese nata a Lamezia da genitori marocchini. Frequenta le superiori e indossa il velo come vuole la tradizione musulmana, ma si sente profondamente italiana Quasi imprigionata in quel velo e negli abiti casti, desidera solo vivere come le sue coetanee. Di nascosto dalla madre esce, fuma, mostra la sua bellezza. Un’energia che non passa inosservata a Ettore, compagno di scuola dall’animo nobile capace di guardare oltre quel velo e di innamorarsi follemente di lei
La svolta avviene di notte, rientrando in bicicletta dopo una festa, Fatima si imbatte in Michele che vaga ubriaco. I due si guardano negli occhi e, in quell’incrocio di sguardi nasce un rapporto simbiotico, fragile e potente al tempo stesso.
Quando Fatima decide di iscriversi alla corsa di Sant’Antonio, la tradizionale gara scolastica cittadina di fine anno, Michele la prende come una sfida personale. Inizia ad allenarla, convince la madre a farla partecipare e la accoglie nella sua vita.
«Perché vuoi correre? Perché correre vuol dire scappare», le chiederà. In fondo, entrambi stanno fuggendo da qualcosa: Michele dalla sofferenza, Fatima dalle catene di un mondo che non sente suo. La corsa diventerà per entrambi l’unica vera via verso la libertà
Risulta davvero interessante l’operazione del regista Mario Vitale che, al suo esordio, sceglie la propria città natale per girare un film distante dai soliti cliché sulla Calabria. Incantevoli le scene immerse nella selvaggia Piana lametina, nell’area del Reventino e sulle sponde del lago Angitola
L’opera convince proprio perché rifiuta i facili stereotipi. I veri protagonisti non sono la ‘ndrangheta o il solito mare da cartolina, ma l’incontro salvifico tra una giovane figlia di immigrati e un uomo con una grande pena nel cuore.
Una nota di merito, infine, va alla straordinaria prova dei due giovani attori e a un Beppe Fiorello sempre più versatile e maturo.




