Una zona difficile della Campania, la periferia di qualche centro della provincia di Salerno probabilmente, lontana dai più noti “quartieri difficili” della Città di Partenope.
Una madre con problemi psichiatrici. La sua giornata è un incastro estenuante: la mattina coltiva i campi, il pomeriggio corre agli allenamenti di calcio e la sera lavora da un benzinaio.

Questa è la vita di Antonio, un ragazzo diciassettenne solo all’anagrafe, perché tra assistenti sociali, farmacie e terapie da somministrare alla madre, è cresciuto più in fretta dei suoi coetanei. Eppure ha sempre un sorriso dolce e l’aria da bravo ragazzo. Non si lamenta mai e si occupa di sua madre per amore, mai per dovere. Non esita, non barcolla e va avanti per la sua strada.

Arriva anche la grande occasione, un provino per la squadra del Parma. Il provino va bene e Antonio lo vede come una grande opportunità, ma non tanto per l’aspetto economico, quanto per l’occasione di portare via sua madre e avere una vita diversa insieme a lei. Questa voglia di rinascita è così grande che lascia persino la ragazza di cui è innamorato.Il sogno sembra diventare realtà quando, un giorno all’improvviso, nel rientrare a casa, Antonio si scontra con una dura realtà.

Ciro D’Emilio esordisce con un film dai grandi contenuti che, pur non essendo nuovi, vengono trattati con uno stile unico, una sceneggiatura solida e un cast fenomenale. Anna Foglietta non solo trasmette, con la sua mimica e gestualità, forti e contrastanti emozioni ma, pur non essendo campana, parla molto bene il dialetto. Giampiero De Concilio è immenso, di una bravura inaudita nonostante la sua giovane età. Lo spettatore pensa che sia un personaggio reale e non un attore che recita una parte.

La regia di Ciro D’Emilio in questa pellicola è molto rigorosa, senza virtuosismi. La camera segue passo passo i protagonisti con inquadrature strette, anche quando vengono girati gli esterni.
Se i dialoghi sono essenziali e mai didascalici, anche le riprese lo sono, quasi a sottolineare la sofferenza di Miriam e la lotta di Antonio contro una vita che vuole assolutamente trasformare in modo positivo.
L’epilogo potrebbe far pensare che la battaglia di Antonio si sia conclusa con una sconfitta, ma non è così.

Il suo immenso amore rimane l’unica verità capace di resistere anche al dolore più grande.