Non tutte le prime cinematografiche hanno l’atmosfera di una piccola festa privata. Quella di Gli occhi degli altri, al Cinema Barberini di Roma, sembra quasi una rimpatriata tra vecchi amici. Quando Jasmine Trinca, premiata come miglior attrice alla Festa del Cinema di Roma per la sua interpretazione nel film, arriva per la proiezione delle 21, nel foyer si susseguono abbracci, saluti e baci. L’attrice si ferma a parlare con molti degli spettatori. L’impressione è che una parte consistente della sala sia lì soprattutto per lei, per sostenerla in un film che rappresenta una delle prove più esposte e coraggiose della sua carriera. Tra il pubblico si notano anche Valeria Golino e Benedetta Porcaroli, arrivate per salutare la collega. Dopo una breve introduzione, il film viene proiettato davanti a una sala molto partecipe, e la visione è seguita da un breve presentazione al pubblico. Nel dialogo con gli spettatori, Trinca racconta il lavoro sul personaggio e il senso più profondo del film, che descrive quasi come una tragedia moderna. L’isola su cui si svolge la vicenda diventa uno spazio chiuso, un palcoscenico drammatico in cui i personaggi sembrano intrappolati nelle proprie passioni, mentre il mondo esterno resta sullo sfondo, evocato più che mostrato.

«Sembro una che si fida», dice l’attrice con ironia, «ma in realtà non mi fido affatto». Accettare il ruolo ha significato assumersi un rischio preciso, soprattutto sul piano fisico. «Mi sono messa dentro questo film su un doppio binario: uno di grande consapevolezza e uno invece che era semplicemente il mio corpo che faceva esperienza di essere guardato». Per Trinca interpretare questo personaggio è stato quasi «un piccolo atto politico»: la scelta di portare sul proprio corpo una figura controversa senza giudicarla, accettandone le contraddizioni e le zone d’ombra. A convincerla definitivamente è stata la sceneggiatura scritta da Gianni Romoli e Silvana Tamma, oltre al rapporto personale con il regista De Sica, che l’attrice conosce fin dall’infanzia.

Il film si ispira liberamente a una vicenda reale ambientata nell’alta società italiana tra gli anni Sessanta e Settanta. Nella prima parte domina l’atmosfera raffinata dell’isola di Zannone, dove prende forma una relazione costruita su dinamiche di voyeurismo ed esibizionismo che richiamano gli scandali della cronaca dell’epoca. Nella seconda metà la narrazione vira progressivamente verso toni più cupi. Il gioco erotico si trasforma in una spirale di manipolazione e violenza emotiva che oggi può essere letta anche alla luce di fenomeni come il revenge porn e, più in generale, di una visione distorta delle relazioni affettive. Il film prende spunto da uno dei casi di cronaca più clamorosi dell’Italia del dopoguerra: il delitto Casati Stampa. Nel 1970 il marchese Camillo Casati Stampa di Soncino uccise la moglie e l’amante di lei a colpi di fucile, per poi togliersi la vita poco dopo. La vicenda si svolse in parte nell’arcipelago delle Isole Pontine, sull’isola di Zannone, dove la coppia conduceva una vita segreta fatta di rapporti trasgressivi.

Il regista Andrea De Sica ha più volte sottolineato che il film non è una cronaca dettagliata dei fatti, ma una rilettura simbolica, in cui l’isola diventa un palcoscenico per esplorare i confini tra amore, desiderio e violenza. Accanto a Trinca, Filippo Timi costruisce un personaggio affascinante e cinico che domina la relazione della coppia. Tra i due attori si crea una tensione scenica intensa, capace di sostenere gran parte del film. Il risultato è un film che si muove sul confine tra dramma psicologico ed erotismo. Alcune sequenze sfiorano il registro del soft-core, ma restano inserite in una riflessione più ampia sul potere dello sguardo e sulle ambiguità del desiderio. Non a caso il titolo del film rimanda a questo meccanismo: lo sguardo degli altri come dispositivo di potere, desiderio e controllo. Tra ricostruzione storica, sensualità e tensione psicologica, Gli occhi degli altri si rivela così un progetto ambizioso che trova il suo vero centro nella prova intensa e coraggiosa di Jasmine Trinca.

Un film di Andrea De Sica. Con Filippo Timi, Jasmine Trinca, Matteo Olivetti, Anna Ferzetti.

Drammatico, durata 90 min. – Italia, Belgio 2025. – Vision Distribution uscita giovedì 19 marzo 2026.